Testamento Caprotti, così sarà diviso l’impero Esselunga (che adesso non è più in vendita)

Il patron di Esselunga lascia l'azienda nelle mani di moglie e figlia. Stop alla vendita

Le decisioni di Caprotti

Il futuro, quello successivo, sarà scelto da Giulia, la vedova, e da Marina, la figlia minore e da sempre “preferita”. Quello più immediato, invece, è stato svelato mercoledì dal Cda aziendale, che ha deciso di fermarsi. Almeno per ora. 

È ormai chiaro che ne sarà di Esselunga, l’impero dei supermercati lasciato da Bernardo Caprotti, l’imprenditore lombardo morto venerdì all’età di novanta anni per un male incurabile. Prima dell’apertura del testamente, infatti, Supermarkets Italiani - la holging che controlla Esselunga - ha nominato alla presidenza il notaio Piergaetano Marchetti, che di fatto ha ereditato le deleghe e il ruolo che furono del fondatore Bernardo. Proprio lui, d’accordo col Cda, ha deliberato di non “dar corso a operazione relative alla controllata Esselunga”. In sostanza: le offerte di Blackstone e Cvc - i due gruppi interessati all’acquisto della catena di supermercati - non verranno più prese in considerazione. 

Sempre mercoledì, invece, sono state rivelate le ultime volontà di Caprotti

IL TESTAMENTO DI MISTER ESSELUNGA: TUTTI I DETTAGLI 

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