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Cronaca

700 ceri all'ora: i fedeli alla tomba di Carlo Maria Martini

Flusso continuo di italiani e stranieri in Duomo, davanti alla sepoltura del cardinale. I suoi diritti d'autore andranno alla Compagnia di Gesù

A 24 ore dai funerali non si ferma il "pellegrinaggio" alla tomba del cardinale Carlo Maria Martini, sepolto nel Duomo di Milano davanti alla cappella del Crocefisso di San Carlo. I fedeli continuano silenziosamente a visitare la sepoltura del cardinale. Chi si ferma a pregare, chi accende un cero, chi deposita fiori bianchi o anche una rosa. E anche i turisti stranieri sostano qualche minuto davanti alla tomba. Martini era infatti conosciuto in tutto il mondo. Secondo una stima degli addetti alla sicurezza della cattedrale meneghina, ogni ora vengono accesi circa 700 ceri che vengono subito sostituiti appena la cera si consuma.

"Chi va in Duomo da questo momento in poi, con tutta probabilità avrà l'idea anche di vedere la sua tomba", spiega l'esecutore testamentario di Martini, monsignor Luigi Testore, mostrandosi per nulla sorpreso dal flusso continuo di fedeli. E l'indicazione del luogo di sepolutra era una precisa volontà del cardinale, che ne aveva parlato con l'arciprete del Duomo, Luigi Manganini. Martini a Testore ha lasciato istruzioni anche sui suoi averi, "cioè i suoi diritti d'autore che vanno alla Compagnia di Gesù", spiega il monsignore. Mentre gli oggetti legati al suo episcopato verranno consegnati al Duomo di Milano.

Capitolo a parte, gli scritti di Martini. Secondo quanto riferisce Testore, non vi sono inediti veri e propri da pubblicare. Nel testamento invece c'è una "lunga serie di indicazioni suoi suoi oggetti": a parte quelli che, come detto, saranno destinati al Duomo, la maggior parte andrà ai famigliari e alle persone che gli sono state più vicine.

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