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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Torregiani: "Battisti libero? Per me pugno nello stomaco"

"Sapere che Battisti è libero, per me è un pugno nello stomaco. Certo, me l'aspettavo, ma un conto é pensarlo, un altro è vederlo". Così il milanese Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso

"Sapere che Battisti è libero, per me è un pugno nello stomaco. Certo, me l'aspettavo, ma un conto é pensarlo, un altro è vederlo con i propri occhi". Alberto Torregiani, milanese, figlio del Pierluigi, il gioielliere ucciso dai Pac nel 1979 (lui stesso, ferito, è rimasto per sempre su una sedia a rotelle) e recente capolista de La Destra alle ultime Comunali di maggio, commenta così la decisione dei giudici della Corte Suprema brasiliana di non estradare, e quindi di liberare, l'ex terrorista Cesare Battisti.

"Sono oltre l'incazzatura - commenta Alberto - questa scelta significa che un delinquente può fare ciò che vuole. E' un diritto negato, è una violazione della Carta dei diritti dell' uomo". Alberto Torregiani, che nell'agguato venne colpito da una pallottola accidentalmente partita nella colluttazione dalla pistola impugnata dal padre Pierluigi e che da allora è su una sedia a rotelle, ripete però che "non è finita qui". Le strade "per reagire", spiega, sono due: la prima è istituzionale "ed è quella di rivolgersi alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja", l'altra è "un percorso già ipotizzato in passato" in caso di un no all'estradizione: "Le Regioni - conclude - potrebbero mettere in dubbio eventuali nuovi accordi in campo commerciale, turistico, culturale e così via con il Brasile".

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