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Il centro sportivo, la stazione e i palazzi: gli edifici costruiti con i rifiuti speciali

La Gdf scopre un traffico di rifiuti speciali, utilizzati nelle costruzioni. I dettagli

Sversati illegalmente, triturati - sempre illegalmente - e poi riutilizzati per le costruzioni, alcune delle quali parti di opere pubbliche. Erano quasi dei "maghi" dei rifiuti i quattro imprenditori - tutti italiani - fermati all'alba di lunedì dai finanzieri del comando provinciale di Como in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa con le accuse di traffico di rifiuti, fatture false e bancarotta fraudolenta. Due di loro si trovano ai domiciliari, uno ha l'obbligo di dimora e uno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

L'indagine delle fiamme gialle, ribattezzata "Terre fantasma", è nata a novembre scorso, quando i finanzieri hanno messo nel mirino un sito di frantumazione rifiuti edili, attivo nel Comune di Rovellasca, in provincia di Como. Lì, stando a quanto riferito dagli investigatori in una nota, sono stati "sversati, abusivamente, circa 16.500 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi prodotti presso cantieri edili di diverse province lombarde, che venivano triturati in un impianto, peraltro sprovvisto di autorizzazione e rivenduti come materiale da costruzione privo delle prescritte certificazioni".

I rifiuti speciali usati per le costruzioni

Con questa "magia", i rifiuti speciali, fatti passare come "materiale certificato", sarebbero poi stati messi in commercio e utilizzati - si legge ancora in una nota della Gdf - "per la realizzazione di opere pubbliche quali il centro sportivo di Cislago, Varese, l’adeguamento parco sud ed attestamento linea s13 della k11 – linea Milano Saronno della stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese, - intervento commissionato da Ferrovie Nord per la costruzione di una nuova banchina - nonché per opere private in Ceriano Laghetto". 

VIDEO. Rifiuti usati per i basamenti della stazione di Garbagnate (Milano)

Nelle carte dell'inchiesta sono finiti "3.468 episodi di scarico di rifiuti, facendo emergere così un volume di affari assolutamente imponente". Per mascherare il traffico illecito di rifiuti il gruppo emetteva poi "fatture per operazioni inesistenti, al fine di non tener traccia del transito, trasporto e riciclo dei rifiuti edili conferiti ed anche per consentire ai soggetti conferitori di poter evadere le imposte rispetto ai costi sostenuti di illecito smaltimento, operazione che, diversamente, avrebbero potuto effettuare esclusivamente seguendo i canali ufficiali per il conferimento del rifiuto".

Il debito da 1 milione di euro 

In questo modo - ricostruisce ancora la finanza - "gli amministratori della società hanno aggravato fortemente il quadro debitorio della società nei confronti dell’erario, esponendola ad un rischio del tutto prevedibile di accertamenti giudiziari oltre che fiscali". Anche perché - e non è un particolare di poco conto - "l'impresa versava già in gravose condizioni debitorie nei confronti del fisco, a causa di precedenti frodi fiscali, già contestategli, fino al raggiungimento di un debito nei confronti dello Stato per quasi un milione di euro". 

E con il fallimento ormai in vista, secondo le indagini, "gli amministratori societari avevano provveduto a distrarre gran parte degli asset aziendali verso una neo costituita impresa compiacente, in grado di proseguire l’attività commerciale". Così, il traffico illecito di rifiuti, la sparizione dei beni dall'azienda e le fatture false hanno spinto "il pubblico ministero inquirente a richiedere ed ottenere il fallimento della società, avvenuto il 23/03/2021 con sentenza del Tribunale di Como, a seguito della quale gli amministratori di diritto e di fatto venivano segnalati alla autorità giudiziaria per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, con l’accusa di aver dissipato gran parte dei beni aziendali ed aver posto in essere un articolato e sistemico meccanismo di frode fiscale, propedeutico alla illecita attività di smaltimento rifiuti, cagionandone il dissesto".

Oltre agli arresti, lunedì mattina sono state portate a termine anche "20 attività di perquisizione nei confronti degli ulteriori soggetti indagati, finalizzate alla cristallizzazione delle ipotesi di reato oggetto delle investigazioni, in particolare nei confronti degli utilizzatori delle fatture per operazioni inesistenti e presso gli uffici del comune di Rovellasca per accertare ulteriori violazioni in materia di reati contro la pubblica amministrazione". 

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