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Una carrozza distrutta

Una carrozza distrutta

Tragedia di Pioltello: arrivano gli "sciacalli" dei rimborsi, tutte le richieste assurde

Alcuni adducono come scusa il semplice "aver potuto prendere il treno"

Dopo la tragedia di Pioltello, entra nel vivo ora la battaglia legale per i risarcimenti in tribunale.

Per ora sono una cinquantina i passeggeri - la maggior parte residenti nel Cremonese o nella Bergamasca - indicati dalla Procura come parti offese, oltre ai parenti delle tre vittime: Pierangela Tadini, Ida Maddalena Milanesi e Alessandra Giuseppina Pirri. Si tratta dei “veri feriti”, pendolari che nell’incidente hanno riportato lesioni gravi, con una prognosi superiore a 40 giorni e quindi procedibili d’ufficio. 

Ma c'è un intero "sottobosco" di presunte vittime, quasi sciacalli, che vorrebbe aggregarsi - e' tristemente il caso di dirlo - al "treno" dei rimborsi, anche se non ha subìto alcun danno reale. 

Lo racconta Il Giorno con un pezzo di Andrea Gianni e Mario Consani. Sono tante le scuse accampate per avere del denaro. 

C’è per esempio la giovane professionista, consulente del lavoro, che quella mattina ha atteso invano il treno in una stazione oltre Pioltello e che ora lamenta di non essere potuta arrivare in tempo in ufficio. Oppure i due o tre pendolari che quel giorno, a causa del disastro, hanno dovuto prendere treni diversi per arrivare a Milano e vorrebbero veder risarcito il loro disagio. E persino quei quattro o cinque passeggeri che sul Cremona-Milano salgono tutte le mattine ma che proprio quel 25 gennaio non c’erano. All’epoca avranno brindato alla loro assenza, probabilmente: ma ora ai magistrati fanno presente che avrebbero potuto esserci.

Tutte ipotesi che vanno dimostrate. Anche per chi ha realmente diritto ai risarcimenti, ci sono alcuni casi con errori di procedura - per esempio per chi ha riportato lievi lesioni - da risolvere. 

Nel frattempo, nei prossimi giorni nell’hangar di Fiorenza sono in programma nuovi accertamenti non ripetibili, stavolta anche sul carrello della carrozza deragliata per prima e sul famoso binario rotto nel "punto zero", probabile causa del disastro. 

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