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Venerdì, 12 Aprile 2024
L'indagine

Bruna, la trans presa a manganellate dai 'ghisa', racconta la sua verità

La transessuale è stata sentita in procura davanti all'aggiunto Tiziana Siciliano e al pm Giancarla Serafini

Bruna, la donna accerchiata da quattro agenti della polizia locale e colpita da un vigile con un manganello lo scorso 24 maggio in zona Bocconi a Milano, è stata sentita in procura davanti all'aggiunto Tiziana Siciliano e al pm Giancarla Serafini, per raccontare i momenti dell'aggressione ripresa da più video.

La 42enne di origine brasiliana (indagata in un procedimento parallelo per resistenza a pubblico ufficiale) è stata ascoltata assistita dall'avvocato Debora Piazza, nell'inchiesta che vede tre dei quattro agenti indagati per lesioni aggravate anche dall'abuso della pubblica funzione.

Nella sua denuncia, presentata a pochi giorni dall'accaduto, si sostiene che i 'ghisa' si sarebbero accaniti su di lei in quanto transessuale. La 42enne, oltre a essere colpita con una manganellata, un calcio e dello spray al peperoncino spruzzato negli occhi, sarebbe stata chiusa nell'auto della polizia locale "almeno 20 minuti" e minacciata.

Di quanto accaduto quella mattina al parco Trotter prima, dove viene richiesto l'intervento dei vigili per schiamazzi, a quanto immortalato dalle fotocamere dei cellulari dovrà raccontare anche l'unica agente donna presente e non indagata, la cui versione a verbale sarà raccolta dai pm prima della chiusura dell'indagine. 

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