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Il Niguarda

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Prende l'epatite dopo una trasfusione: 500mila euro di risarcimento

Il paziente aveva denunciato di aver contratto l'epatite in occasione di una trasfusione di sangue all'ospedale Niguarda di Milano

Sara' risarcito con mezzo milione di euro un paziente, G. L. che aveva denunciato di aver contratto l'epatite in occasione di una trasfusione di sangue all'ospedale Niguarda di Milano.

Il giudice Giovanna Gentile della decima sezione del tribunale civile ha condannato il ministero a pagare 507.603 euro oltre alla spese fissate in 12.268 euro.

Una battaglia durata quasi 30 anni, sia contro la malattia che contro lo stato. E' stato quindi di nuovo applicato il principio, già adottato in diversi tribunali, secondo il quale nei casi di contagi per trasfusione di sangue infetto la responsabilità è del ministero della salute.

Sarebbero centinaia le cause gia' concluse o ancora in corso di persone che avrebbero contratto negli anni '80 della malattie, come l'Aids e l'Epatite C, in seguito alla somministrazione di prodotti farmaceutici salvavita distribuiti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Molte vertenze si stano concludendo proprio in questi anni, perchè gli accertamenti sono lunghi e complessi. Nell'aprile scorso Andrea Spinetti, presidente del comitato vittime sangue infetto aveva parlato di 'epidemia che lo Stato nega', denunciando che sono almeno 7000 le persone in attesa di un risarcimento transattivo per trasfusioni ed emoderivati non controllati dal Sistema sanitario nazionale.

Quello di G.L. non e' neppure il risarcimento più cospicuo, anche se spesso la decisione finale arriva quando chi aveva avviato la causa è gia' morto.

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