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Cronaca Senago

I truffatori in taxi incastrati dalla "cara nonna"

In manette una 43enne e un 38enne: avevano cercato di raggirare una 70enne con la tecnica della "cara nonna"

Doveva essere la loro vittima. È stata la donna che li ha fatti finire in manette. Un 38enne, cittadino marocchino, e una 40enne, cittadina polacca, sono stati arrestati martedì sera a Senago con l'accusa di tentata truffa aggravata dopo aver cercato di derubare una 70enne che però non è caduta nella loro rete. 

Il raggiro è iniziato quando l'anziana ha ricevuto sul telefono di casa una chiamata da una giovane che si è finta sua nipote. Come da copione - questo tipo di tecnica è stato ribattezzato "cara nipote" - la ragazza ha chiesto alla nonna di raccogliere quanti più soldi e gioielli possibili perché era ricoverata in ospedale a Milano e aveva bisogno di cure costosissime. Dopo aver tenuto per due ore la vittima al telefono, la truffatrice ha detto alla 70enne che da lì a poco l'avrebbe raggiunta una sua amica per ritirare il denaro e l'oro e che le avrebbe detto la parola d'ordine "codice rosso" così da essere riconoscibile. 

E in effetti poco dopo alla porta dell'anziana, che vive a Senago, ha bussato una donna che ha preso il bottino e ha cercato di andar via. Cercato, appunto. Perché la vittima - proprio mentre era al telefono - aveva in realtà chiesto aiuto a una vicina di casa, dicendole di allertare le forze dell'ordine. Così, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Rho, guidati dal tenente Francesco Mattei, si sono appostati nell'appartamento e fuori dal condominio e sono riusciti a fermare i due truffatori. 

La 40enne è stata bloccata proprio nell'abitazione, mentre l'uomo è stato trovato a bordo di un taxi che era in sosta in una via laterale poco distante. I militari hanno ricostruito che i due avevano preso l'auto bianca fuori dalla stazione Centrale e avevano raggiunto casa dell'anziana, chiedendo poi al guidatore di attendere così da poter tornare immediatamente in piazza Duca d'Aosta. Arrestati in flagranza, i due sono stati giudicati per direttissima mercoledì: per entrambi è stata disposta come misura cautelare l'obbligo di dimora nel loro comune di residenza. 

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