Cronaca

Si intesta un'auto con assegno falsificato: incastrato il "re delle truffe"

L'uomo ha collezionato almeno 27 denunce in tre anni

Gnaccarini intervistato da Max Laudadio

Dal 2014 ha collezionato ben 27 denunce per truffa, tutte nell'ambito della compravendita di auto usate. Stiamo parlando di Matteo Gnaccarini, vero "re" di questo genere di raggiri. L'uomo, un 25enne che vive a Zelo Buon Persico, è stato arrestato dai carabinieri di Cassina de' Pecchi nella giornata di venerdì 9 giugno, che hanno sventato l'ennesima truffa, questa volta ai danni di una donna che stava cercando di vendere la sua Opel Adam ed è incappata nel 25enne.

Tutto inizia quando i due prendono contatto per l'acquisto. Gnaccarini manda per posta elettronica la foto di un assegno da 8.400 euro. La donna chiama la banca che lo ha emesso e si fa confermare che è regolare e anche coperto. I due, così, si incontrano ed effettuano lo scambio dell'assegno con l'auto, poi si recano al Pra per finalizzare il passaggio di proprietà della vettura.

Successivamente la donna si reca in banca ma i dipendenti dell'istituto di credito, di fronte al cartaceo, si rendono conto che questo non è genuino. Confermano in pratica di averne emesso uno di quel valore, ma non quello che la signora ha in mano. La donna, allora, effettua qualche ricerca su internet e si imbatte nella realtà. Colui che aveva appena acquistato la sua automobile è "famosissimo" proprio per queste truffe, talvolta come acquirente e talvolta come venditore. Nel 2016 Striscia la Notizia si è anche occupata di lui, con diversi servizi di Max Laudadio.

Alla donna non resta che avvertire i carabinieri, i quali si recano in banca e chiedono ai dipendenti di avvertirli a loro volta nel caso in cui Gnaccarini si presentasse agli sportelli. Cosa che, puntualmente, avviene venerdì mattina: l'uomo vuole bloccare l'assegno da 8.400 euro già emesso. I dipendenti - come da accordi - chiamano i militari che si precipitano sul posto e arrestano il 25enne in flagranza. Successivamente i carabinieri hanno contattato il Pra affinché annullasse il passaggio di proprietà.

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