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Cronaca

Cuochi e bidelli docenti d'informatica: così truffavano la Regione

Ferdinando Azzarello, gestore di fatto di una cooperativa di formazione accreditata presso la Regione, la Iesta, avrebbe falsificato oltre 140 "registri didattici" presentati all'amministrazione per avere i fondi

"Tra i docenti dei finti corsi di formazione lavoro, che avrebbero fruttato a Ferdinando Azzarello oltre 1,3 milioni di euro - soldi pubblici erogati dalla Regione Lombardia - c'era anche un "bidello". Lo scrive il gip di Milano, Alessandra Clemente, nell'ordinanza di custodia cautelare, nella quale viene sottolineato come i "formatori" dei corsi erano "assolutamente dequalificati e letteralmente 'raccattati' a caso.

Ma il bidello non è l'unico personaggio fuori luogo. C'era anche un "cuoco" che figurava come docente di "lezioni di informatica" in uno dei corsi 'fantasma' al centro dell'inchiesta della Procura di Milano che ha portato in carcere il 'mediatore' d'affari. Azzarello è accusato di aver truffato la Regione Lombardia, intascando oltre 1,3 milioni di euro di soldi pubblici.
Il cuoco ad esempio, presunto insegnante d'informatica, sentito dai pm, come scrive il gip nell'ordinanza di custodia, ha spiegato però di non aver mai avuto 'trascorsi formativi' in 'campo informatico'. Il bidello, invece, ha fatto presente di non avere, non solo, alcuna qualifica ma neppure esperienza in materia di formazione.
Nell'ordinanza si legge anche che Azzarello, napoletano di 63 anni senza un'occupazione ufficiale ma gestore di fatto di una cooperativa di formazione accreditata presso la Regione, la Iesta (Istituto Europeo Studi Tecnologie Avanzate), avrebbe falsificato oltre 140 "registri didattici" presentati all'amministrazione per avere i fondi. I corsi 'fantasma' contestati a Azzarello sono oltre 150. 
Per queste truffe, andate avanti dal dicembre 2008 al novembre 2011, venivano falsificati i curricula dei docenti: ad esempio in quello del bidello "veniva indicata una esperienza informatica di 10 anni ed esperienze pluriennali di insegnamento presso altri enti formativi". Il cuoco 'insegnante' di informatica aveva invece in realtà la "licenza media inferiore".
E secondo i primi stralci delle intercettazioni Ferdinando Azzarello parlava così: "Quando si scoprirà che i corsi sono fasulli, tanto in prigione non ci vado". 
 

 

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