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Diamanti, la truffa ai danni dei vip: arrestato imprenditore, cercava di nascondere i proventi

L'accusa è di autoriciclaggio

Un imprenditore nel settore dei diamanti è stato arrestato dalla guardia di finanza di Milano per autoriciclaggio. L'attivà costituisce lo sviluppo dell'operazione "Crazy diamond", coordinata dal sostituto procuratore Grazia Colacicco, che nel mese di febbraio del 2019 aveva portato al sequestro di beni per 700 milioni di euro e, nel mese di gennaio del 2020, di quote di società e attività finanziarie per 34 milioni

Al centro dell'inchiesta una maxi truffa ai danni di decine di migliaia di consumatori, dell'ordine di diverse centinaia di milioni di euro, con la vendita di diamanti a prezzi notevolmente superiori rispetto all'effettivo valore, applicando provvigioni molto elevate e promettendo rendimenti irrealistici. L'ultimo sviluppo dell'indagine ha portato a individuare una operazione di riciclaggio con il contributo anche di un imprenditore del settore finanziario per "nascondere" una parte dei proventi della truffa attraverso società del centro-nord. 

L'indagine, complessivamente, è nei confronti di 87 persone e 7 aziende tra cui 5 noti istituti di credito. Tra i truffati (per due milioni e mezzo di euro) anche il cantautore Vasco Rossi e (per oltre un milione di euro) l'imprenditrice Diana Bracco. Ad avviare l'indagine è stata l'Autorità Antitrust nel 2017, in seguito ad alcune proteste di risparmiatori che non erano riusciti a rivendere i diamanti ad un prezzo almeno pari a quello dell'acquisto scoprendo così che li avevano comprati a prezzi "folli".

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