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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Il truffatore "trasfertista" e il raggiro da 200mila euro all'ex senatore leghista

L'uomo, un 47enne di Napoli, è stato fermato dalla polizia nella sua città

I suoi complici avrebbero convinto le vittime che i loro figli erano nei guai. Lui, da vero trasfertista, sarebbe arrivato al momento giusto, avrebbe preso il bottino - ricco, ricchissimo - e sarebbe fuggito. Lasciando, però, dietro di sé alcune tracce che alla fine lo hanno reso riconoscibile. Un uomo di 47 anni, Gennaro D.G., è stato arrestato nelle scorse ore a Marano, in provincia di Napoli, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile di due truffe pluriaggravate avvenute a Milano il 21 settembre e il 30 settembre 2022. 

A incastrarlo sono stati gli agenti della squadra mobile e la sezione di polizia giudiziaria della procura di Milano, che ha ottenuto l'ordinanza dal Gip dopo un primo no e il successivo ricorso. Il 47enne, stando a quanto ricostruito nell'inchiesta, è stato "tradito" da un cellulare intestato a suo suocero - che però lui stesso aveva indicato come suo in occasioni di due denunce - e dalle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza del centro di Milano. Tutti dati che lo hanno collocato sui luoghi dei raggiri, nei momenti in cui avvenivano.

Il suo territorio di caccia sotto la Madonnina erano proprio le vie del cuore del capoluogo meneghino, dove evidentemente lui e i complici - che restavano a Napoli a fare da "telefonisti" - erano certi di andare a colpo sicuro. La prima a cadere nella rete è stata una signora di 86 anni, a cui i truffatori hanno chiesto dei soldi convincendola che suo figlio era stato fermato a Monaco di Baviera dopo un incidente d'auto. La signora ha così raccolto 7 orologi, un anello con brillanti e due carte di credito e li avrebbe poi consegnati proprio al 47enne, un finto avvocato a cui dare la cauzione. A raggiro compiuto, le telecamere di una banca hanno anche ripreso un uomo che preleva 2mila euro con quelle carte: secondo le indagini sarebbe proprio l'arrestato. 

Arrestato che nove giorni dopo avrebbe colpito ancora, in una lussuosa via poco distante dal tribunale. Anche in quell'occasione copione identico. I "telefonisti", che si occupano di raggirare la vittima al cellulare, hanno contatto un 86enne ex senatore della Lega, eletto alla tornata del 2006, e spacciandosi per carabinieri di Bergamo gli hanno raccontato la stessa storia del figlio, dello schianto e del legale. L'ex politico ha quindi raccolto orologi, oro e gioielli per 200mila euro e li ha consegnati al truffatore. 

Nell'ordinanza che ha disposto il carcere per il 47enne il giudice - "accettando" le indagini che hanno portato al suo riconoscimento - ha sottolineato che sussiste "ancora oggi un elevatissimo pericolo di recidiva, emergente in particolare dalla gravità dei fatti, commessi, a distanza di pochi giorni, con modalità organizzate e con serialità tali da evidenziare un'elevata professionalità nel delitto".
 

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