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Prosciugano il conto di un commercialista, sgominata banda specializzata in truffe

La banda era molto "attiva" anche nell'organizzazione dei matrimoni di comodo

Hanno rubato 200 mila euro a un commercialista entrando nel suo conto corrente online per ben sedici volte. E poi li hanno riciclati in operazioni speculative in due casinò del Nord Italia. E poi assegni ad una famiglia presso cui una componente della banda era riuscita a farsi assumere come collaboratrice domestica. Ma l'attività di truffa dei quattro (tre uomini e una donna) era "diversificata" e spaziava anche per l'organizzazione di matrimoni di comodo (uno dei quali sventato pochi minuti prima che si celebrasse), per aggirare le leggi sull'immigrazione. 

Li ha incastrati la polizia postale con l'operazione "mala fides", coordinata dal sostituto procuratore Enrico Pavone e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco della procura di Milano. Quattro le misure cautelari emesse dal gip ed eseguite martedì 14 luglio: l'arresto in carcere per due uomini e una donna e l'obbligo di dimora per il quarto individuo. La banda non era nuova a questo genere di truffe. In passato aveva sottratto 230 mila euroo ad una società della ristorazione "depredando" di circa 230 mila euro il conto corrente online, ed ora ha fatto lo stesso con il conto di un commercialista entrandovi illecitamente per ben sedici volte tra aprile e luglio 2019. Al professionista sono stati "prosciugati" 200 mila euro poi "reinvestiti" in operazioni speculative in due noti casinò del Veneto e della Liguria. 

Matrimoni di comodo: arrestata una sposa dopo il sì

La banda nel tempo si era specializzata anche nei matrimoni combinati e nelle false adozioni di stranieri maggiorenni, con lo scopo di far ottenere facilmente i permessi di soggiorno e la cittadinanza italiana, ovviamente dietro "compenso". Uno dei matrimoni di comodo è stato sventato a ottobre 2019 mentre si stava celebrando presso l'aula consiliare del Comune di Pavia: in quella occasione è stata arrestata in flagranza la sposa, una italiana di 31 anni, insieme ai testimoni di nozze (falsi), con espulsione di tre stranieri tra cui lo sposo, un 30enne egiziano. Sembra che, per gli stranieri che volevano "regolarizzarsi", i matrimoni combinati costassero tra i 10 mila e i 15 mila euro.

Un altro "filone" di truffa ha per protagonista la donna, che si è fatta assumere come collaboratrice domestica presso una famiglia milanese, dopo avere pubblicato annunci online e avere lasciato biglietti porta a porta, per poi rubare assegni bancari e incassarli. Ancora, la banda ha organizzato truffe su falsi annunci immobiliari per affittare appartamenti, in particolare case vacanza.

I quattro membri della banda sono indagati per accesso abusivo a sistema informatico, autoriciclaggio, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e ingresso illegale nello Stato. Nel corso dell'indagine sono stati individuati anche altri quattro uomini, tutti algerini e irregolari in Italia, che verranno espulsi.

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