Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Torna la truffa delle riviste di polizia: 11mila euro "spillati" ad un appassionato, 17 denunce

Molte delle persone denunciate sono risultate titolari o soci di società editoriali ubicate in Lombardia

Riviste

Non è la prima volta che succede: appassionati di materiale dedicato alle forze dell'ordine che spendono piccole fortune per ottenere gli oggetti del proprio desiderio e che abboccano all'amo di chi lo sa e ne approfitta. È il caso di una truffa portata a galla dai carabinieri di Caorle (Venezia), che hanno scoperto un gruppo di 17 personaggi provenienti da tutta Italia: alcuni della provincia di Milano, altri da Ferrara, Modena, Bari, Foggia, Messina, Napoli, Caltanisetta e Crotone, quasi tutti con a carico precedenti, anche specifici, di polizia.

Per identificarli è stata necessaria una complessa attività fatta di accertamenti documentali, analisi di tabulati telefonici e riscontri in giro per la penisola: alla fine sono state raccolte prove per attribuire ai malviventi la responsabilità di almeno 19 episodi di truffa ai danni di un quarantenne residente a Caorle. La vittima si era presentata nel febbraio di quest'anno in caserma, presentando formale atto di querela e permettendo l’inizio delle indagini.

In tutto aveva versato 11mila euro su conti correnti poi risultati riconducibili a diverse delle persone denunciate. L’uomo era stato indotto ad accettare la sottoscrizione di diversi abbonamenti a riviste relative a non meglio precisate forze di polizia e forze dell'ordine in generale. Non bastava il pagamento iniziale: i truffatori, infatti, lo avevano convinto a effettuare ulteriori versamenti per rescindere i contratti e poi per sanare inesistenti debiti che gli venivano prospettati da sedicenti avvocati e dipendenti di società editrici che lo contattavano al telefono.

Molte delle persone denunciate sono risultate titolari o soci di società editoriali ubicate prevalentemente nell’hinterland lombardo. A tutte loro, denunciate all’autorità giudiziaria di Pordenone, è contestato il reato di truffa in concorso. Il giro d’affari di queste genere, avvertono i carabinieri, è di diverse decine di migliaia di euro e il “pacco” è sempre in agguato.

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