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Sabato, 25 Maggio 2024
La truffa dello specchietto

La truffa dello specchietto dopo la "firma" in commissariato

Arrestati due specialisti

Era sottoposto all'obbligo di soggiorno a Milano con presentazione al commissariato Bonola ogni giorno da mezzogiorno all'una, ma ultimamente arrivava in via Falck accompagnato da un amico, a bordo di una Fiat 500. I poliziotti si sono insospettiti e hanno deciso di seguirli entrambi, scoprendo che, una volta allontanatisi dal commissariato, usavano truffare gli automobilisti col classico trucco del sassolino contro lo specchietto retrovisore. E sono finiti entrambi agli arresti.

Protagonisti due italiani di origine napoletana di 44 e 55 anni, entrambi con precedenti per truffa. I due, lunedì 21 marzo, dopo essersi allontanati dalla sede del commissariato hanno cercato di truffare un 57enne che, però, non ha abboccato e il giorno dopo ha sporto querela. Ci hanno riprovato mercoledì 23, due volte. La prima, alle due e un quarto, con una ragazza cinese che però ha reclamato di non avere soldi per 'chiudere' bonariamente il finto danno allo specchietto retrovisore. I due truffatori le hanno quindi dato un numero di carta Postepay invitandola a ricaricarla.

La seconda volta, invece, la truffa stava andando a segno. La vittima, in questo caso, era un 47enne agganciato in via Caldara. Alla stessa risposta ("non ho abbastanza contanti"), i truffatori lo hanno portato ad un vicino sportello bancomat, gli hanno fatto ritirare 200 euro e se li sono presi.

I soldi nascosti nel blocco luci

Ma la squadra investigativa del commissariato li stava seguendo e ha visto tutto, così, poco dopo, hanno fermato la loro auto e l'hanno controllata a fondo: i contanti erano stati nascosti dentro il blocco luci centrale, mentre sul vano portaoggetti era pronto il sassolino per la truffa. I due sono stati arrestati.

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