"Il maresciallo Primi" e "l'avvocato Molinari": ecco chi sono i truffatori degli anziani a Milano

In manette 5 persone. Tra loro anche Ciro Diana, considerato il capo dell'organizzazione. I bottini erano ricchissimi: in un giorno hanno preso 50mila euro e quasi due chili d'oro

Repertorio

"Pronto, sono l'avvocato Molinari, suo nipote ha appena fatto un incidente". Iniziavano così le centinaia di chiamate che il 'telefonista' faceva ogni giorno. Con costanza inossidabile e con l'attenzione di un professionista preparava ognuna di quelle chiamate confrontando cognomi sui citofoni, pagine bianche e informazioni online. Per farlo, e non incappare in errori, spesso teneva davanti a sé un foglietto di carta con le frasi da pronunciare e le parole 'tecniche' da dire o evitare per meglio imbambolare l'anziana o l'anziano di turno. All'"avvocato Molinari", si alternava il "maresciallo Primo" e quando il 'pesce' abboccava le telefonate finivano sempre con il via libera alla seconda fase della truffa: "Le mando un mio emissario", "Luca" o "Maria" a seconda di chi fosse il complice "operativo" in quel momento, se uomo o donna.

Ricchi bottini: 50mila euro e quasi 2 kg d'oro

Lunedì mattina i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno smantellato un'organizzazione criminale che tra 2016 e il 2017 avrebbe messo a segno almeno 23 truffe tra Milano, 18, e Torino, 5. La più consistente di tutte nel 2016, il 24 novembre. Quel giorno in zona Corvetto a Milano, un'anziana classe '37 ha consegnato 'all'emissario' la bellezza di 50mila euro, frutto dei risparmi di una vita. Quel 24 novembre, per i criminali è stato un giorno fortunato perché poco dopo una donna del '32, convinta che il figlio rischiasse la galera per aver travolto un bambino, ha messo nelle mani del truffatore quasi due chili di monili in oro. Secondo gli investigatori l'ammontare complessivo delle truffe contestate si aggira sui 240mila euro.

Il truffatore 'pentito'

Un contributo fondamentale per l'attività investigativa - che si inserisce in un più ampio sforzo investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano, che ha individuato due pubblici ministeri specializzati, Giancarla Serafini e Lucia Minutella, sotto la direzione del Procuratore aggiunto Eugenio Fusco - è arrivato da uno dei criminali stessi, che ha deciso di collaborare. Probabilmente per via delle liti interne dovute alla distribuzione impari dei bottini: solitamente gli 'operativi' ricevevano molto meno, benché fossero i più esposti.

Video: il bar dove la banda si riuniva a Melegnano

L'indagine, avviata nel maggio 2017, ha consentito di individuare un gruppo criminale specializzato composto da sei persone. Fulcro della 'centrale delle truffe' la famiglia Diana residente a Melegnano (Milano). Il gruppo sarebbe strettamente collegato, anche per vincoli parentali, ai vertici della macro associazione scoperta dall'operazione Condor che a inizio novembre ha portato in carcere 51 persone. 

In manette, stavolta, sono finiti Ciro Diana, 47 anni, considerato dagli investigatori capo e organizzatore del gruppo. Con un passato nel 'settore delle truffe', sarebbe stato lui l'incaricato di reclutare e coordinare le varie pedine. Due 'telefonisti' - il 23enne Michele Diana, figlio del capo, e Giovanni B. di 35 anni - con il compito di fare le chiamate. Gli 'operativi' - anche in questo caso due Gabriele N., 32 anni e Letizia A., 39enne - che andavano fisicamente a casa delle vittime. 

Tutto quello che si recuperava veniva consegnato alla famiglia Diana. Ciro, in una seconda fase, portava fisicamente la refurtiva a Napoli e lì la ricettava attraverso canali già consolidati. Per i suoi viaggi usava il treno Frecciarossa che partiva da Milano Rogoredo nel primo pomeriggio di venerdì. C'era poi una ragazza milanese di 24 anni Giorgia R., legata sentimentalmente a uno dei 'telefonisti', che per gli investigatori avrebbe il ruolo di tesoriere ma che risulta solo indagata in stato di libertà per associazione per delinquere.

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Il procuratore aggiunto: "Denunciate"

"Questa operazione - ha detto il procuratore aggiunto Fusco - costituisce un'appendice dell'operazione Condor. L'indagine ha messo in evidenza come anche nel settore delle truffe ci sia la criminalità organizzata. Là dove c'è denaro loro intervengono. In quanto coordinatore del Quarto dipartimento, voglio dare fiato alla campagna di prevenzione lanciata dal un po' di tempo. Si tratta di un'attività di prevenzione che vuole dare indicazioni e raccomandazioni alle potenziali vittime. Anche riguardo le precauzioni da mettere in atto. Esiste una rete che per sostenere psicologicamente e legalmente le vittime di truffe. Denunciate".

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