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Operazione Fortnite

Operazione Fortnite

Svuotano conti in banca agli anziani con truffe online anche a Milano: arrestati

A fermarli i carabinieri di Genova nell'ambito dell'operazione 'Fortnite' che ha visto arresti e perquisizione in diverse città italiane

Una maxi operazione dei carabinieri di Genova ha messo fine alle truffe online - consumate anche a Milano - attraverso cui venivano sistematicamente svuotati i conti correnti bancari, soprattutto di anziani. 

Truffa, accesso abusivo a sistemi telematici, falsificazione di documenti. Queste le accuse che hanno portato all’arresto di 7 persone e all’obbligo di dimora e firma per altre 7. Al centro dell’indagine, battezzata 'Fortnite', una serie di truffe online ai danni di decine di anziani titolari di conto corrente postale e bancario.

L'operazione dei militari si è svolta in diverse città italiane: le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Genova, Sanremo, Napoli e Roma, e le perquisizioni sono scattate anche a Taranto, Modena e Cagliari. Le indagini erano partite a maggio del 2019 in concomitanza con l'esplosione del numero di truffe legate ai conti online, che si era verificato con l'inizio della pandemia, quando era aumentata la domanda di passare alle transazioni digitali. Vittime predilette, senza molte sorprese, gli anziani, persone che hanno meno dimestichezza con strumenti come l’home-banking.

Come funzionavano le truffe per svuotare i conti in banca

Stando a quanto ricostruito dai militari, le 14 persone coinvolte nell'inchiesta farebbero parte di un’associazione criminale specializzata nella sottrazione delle credenziali di accesso ai siti online e alle applicazioni di home banking, truffe articolate che portavano a termine con due diverse modalità: in alcuni casi alle vittime venivano inviati sms o mail contenenti un link che reindirizzava a un sito clone delle poste italiane o di altri istituti di credito, dove venivano inserite in buona fede le credenziali di accesso poi rubate; in altri un finto operatore degli istituti bancari contattava telefonicamente il truffato e simulava problemi tecnici sul conto online riuscendo a farsi consegnare le credenziali.

Con le informazioni raccolte la banda raggiungeva gli store degli operatori di telefonia mobile e con documenti falsi effettuavano il cosiddetto 'sim swap', chiedendo la duplicazione delle sim, che giustificava fingendo malfunzionamenti o furti. In questo modo il legittimo titolare del numero telefonico veniva escluso dal rapporto con l’operatore e i truffatori potevano ricevere i codici di protezione di secondo livello necessari ad autorizzare i bonifici online dai conti correnti delle vittime o ad acquistare online.

Queste modalità hanno consentito ai truffatori di aggirare tutti i sistemi di sicurezza messi a punto proprio per tutelare i clienti dalle truffe: dalle indagini sono emerse sino a ora responsabilità in 28 truffe portate a termine e 10 tentate tra dicembre 2018 a febbraio del 2020, in tutta Italia, compreso il capoluogo lombardo, e in Francia, per un guadagno di circa 200 mila euro. Al denaro si aggiungono numerosi acquisti di lingotti d'oro, collane e strumenti tecnologici, tra cui anche videogiochi: l'operazione è stata ribattezzata 'Fortnite' proprio per la passione di alcuni degli arrestati per il popolare videogame.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati circa 40mila euro in contanti, parecchia documentazione riguardate acquisto e vendita di bitcoin, documenti d’identità falsi e un chilogrammo di marijuana. Gli accertamenti proseguono sia sul materiale informatico sia su quello legato ai bitcoin, in parallelo con la ricerca di eventuali altre vittime delle truffe.

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