Cronaca

Arrestati i re delle truffe online 'milionarie': 50 siti di e-commerce fittizi e 350 vittime

Centinaia e centinaia le vittime e tantissimi siti costruiti ad hoc per raggirare i potenziali clienti

Una delle arrestate al bancomat

Erano i re delle truffe online nella vendita di prodotti tecnologici di ultima generazione. Centinaia e centinaia le vittime e tantissimi i siti costruiti ad hoc per raggirare i potenziali clienti.

In manette dieci cittadini romeni facenti parte di un’organizzazione criminale transnazionale dedita alle truffe online su larga scala nella vendita di prodotti high-tech. Sono stati arrestati dalla polizia postale.

Sequestrati beni per un milione di euro in favore di oltre trecentocinquanta vittime. Quarantanove i siti di e-commerce fittizi individuati.

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L'operazione del compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Milano - chiamata 'face off', è cominciata dopo la denuncia di una delle vittime. Aveva comprato un I-pad on line ma non aveva mai ricevuto il prodotto. Dopo questa prima querela, tante altre persone hanno denunciato episodi simili ed hanno rinforzato il convincimento degli investigatori, che hanno proseguito con la indagine.

L'organizzazione si contraddistingueva per la presenza di due gruppi omogenei: uno che operava in Italia per svolgere le attività fraudolente ai danni dei cittadini italiani e l'altro in Romania, dove sono state eseguite le operazioni informatiche più complesse.

Le transazioni illecite individuate e ricostruite sono quasi tremila. Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo aver creato il sito truffa, gli utenti effettuavano l'acquisto di prodotti elettronici inconsapevoli di rimettere i loro dati sensibili ai truffatori, procedendo ai pagamenti attraverso due modalità: mediante ricarica su carte prepagate o mediante la compilazione di un apposito modulo di pagamento che di fatto serviva a carpire i dati delle loro carte di credito.

Una coppia di romeni, che agiva in Italia, eseguiva gli ordini impartiti dalla Romania da un terzo uomo. Dopo ogni frode, i soldi venivano prelevati con carte prepagate in bancomat situati in Lombardia e in Romania, nella zona di Ramnicu Valcea, soprannominata 'Hackerville' d'Europa per il record di truffe online. È da questa città che provengono la maggior parte degli arrestati.

I malviventi usavano un linguaggio in codice durante le loro telefonate: 'caffè' per la rete internet, 'bottiglia' per le carte prepagate. Ma la banda era esperta anche nel phishing, ossia nelle email spam con cui l'associazione criminale si sostituiva ai reali istituti bancari e postali.

L'operazione internazionale, coordinata dal Servizio polizia postale e delle comunicazioni, ha visto impegnati, sul territorio nazionale, gli uomini dei Compartimenti di Milano, Venezia e Roma, e su quello romeno gli investigatori dei Diicot (Dipartimenti investigativi per la lotta al crimine organizzato e terrorismo) di Bucarest e di Pitesti.

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