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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Carte di credito clonate e truffe per un milione: 9 arresti tra Milano, Pavia e Brescia

L'operazione dei carabinieri di Brescia ha smantellato una vera e propria organizzazione, accusata anche di raggiri per la sanatoria Bellanova. 23 gli indagati

9 persone sono finite in manette e altre 23 risultano indagate per frodi informatiche. Questo il bilancio dell'operazione dei carabinieri di Brescia che dalle prime ore del mattino di mercoledì 17 febbraio hanno effettuato gli arresti anche a Milano e Pavia, oltre che nella loro stessa provincia.

Truffe online

Ad essere smantellata è stata una vera e propria organizzazione che comprava smartphone online usando carte di credito clonate, li rivendeva in negozi compiacenti e riciclava i proventi. In totale l'associazione criminale era riuscita a sottrarre circa un milione di euro a oltre 200 vittime, anche attraverso  la creazione ad hoc di società estere.

"Utilizzando indebitamente queste carte - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare del gip - acquistando in rete telefoni cellulari che si facevano spedire presso vari indirizzi di Brescia e provincia hanno ottenuto un profitto complessivo di quasi un milione di euro". Il denaro sarebbe transitato da conti correnti aperti in Croazia.

Tra i destinatari del provvedimento cautelare anche due soggetti che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza. Accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, all'autoriciclaggio e alla truffa ai danni dello Stato, sei degli arrestati sono finiti in carcere e tre ai domiciliari.

Raggiri per la sanatoria Bellanova

In base a quanto emerso dalle indagini, i vertici del gruppo, due italiani e uno straniero, avrebbero anche truffato lo Stato attraverso la sanatoria Bellanova. Per il gip "offrivano a stranieri bisognosi di regolarizzare la propria posizione in Italia, la possibilità di fruire, in cambio del pagamento di una somma di denaro oscillante tra i 3mila e i 5mila euro, della sanatoria Bellanova, fornendo false attestazioni, avente ad oggetto il pregresso svolgimento di lavoro dipendente, utilizzando a tal fine dichiarazioni di falsi datori di lavoro".

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in un caso la residenza dove due persone straniere avrebbero dovuto prestare servizio era via Spalti San Marco 20 a Brescia - indirizzo che coincide con il carcere della città. Nel complesso l'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Donato Greco vede indagate 23 persone.

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