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Ville, appartamenti e cascine: il tesoro da 2,4 milioni della banda delle truffe internazionali

Il maxi sequestro della guardia di finanza

Beni per due milioni e 400 mila euro, soprattutto proprietà immobiliari, sono stati sequestrati a quattro cittadini serbi domiciliati da tempo in Lombardia e specializzati nei furti con la tecnica del "rip deal", i cambi di valuta fraudolenti utilizzando banconote false e intermediari informali secondo il sistema noto come "hawala", che in lingua araba significa "trasferimento". L'operazione di sequestro è stata condotta dalla guardia di finanza di Busto Arsizio su disposizione dell'autorità giudiziaria, ed è l'esito di una lunga indagine iniziata nel 2015 e culminata in un primo tempo nel 2017 (operazione "La Stangata") con quattro arresti in carcere e undici ai domiciliari.

I quattro serbi, tra loro parenti, avevano "convertito" in beni immobiliari i proventi delle loro truffe: tre ville, due cascinali, nove appartamenti, due terreni e cinque box. Ma la finanza ha loro sequestrato anche un dipinto e due orologi di pregio. I destinatari dei sequestri sono un 48enne domiciliato a Busto Arsizio (Va), una 45enne domiciliata a Castellanza (Va), un 37enne domiciliato a Melzo (Mi) e un 33enne residente a Pieve Fissiraga (Lo). In seguito alla prima operazione ne è scaturita un'altra ("La Stangata Continua"), con cui i finanzieri sono arrivati a ricostruire altre attività criminali fino ad applicare il codice antimafia che, in caso di evidente sproporzione tra beni posseduti (anche se intestati a prestanome) e redditi dichiarati, consente di sequestrarli.

Come avvenivano le truffe

Gli scambi di banconote (euro contro valuta estera) erano solitamente effettuati in hall di alberghi lussuosi. Alle vittime venivano consegnate valigette piene di banconote false, dopodiché i truffatori si dileguavano prima che potesse essere scoperto il raggiro. La figura degli intermediari (con il sistema informale "hawala") consentiva di eludere qualunque tipo di tracciabilità del denaro.

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