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Milano, clienti truffati dalle compagnie telefoniche con servizi mai richiesti: 11 indagati

La Gdf in una nota: truffati "migliaia di clienti delle più importanti compagnie telefoniche"

A volte bastava un click sbagliato. A volte non serviva neanche quello per vedere i soldi sparire nel nulla a causa di misteriosi addebiti. Soldi che poi - e investigatori e inquirenti di questo ne sono certi - finivano dritti dritti nelle casse delle aziende. 

Negli ultimi giorni la guardia di finanza ha portato a termine quella che in una nota viene definita una "vasta operazione a tutela dei consumatori" contro le "attivazioni fraudolente di servizi a pagamento sul conto telefonico". L'ipotesi delle fiamme gialle - coordinate dalla procura di Milano - è di quelle pesanti. Mettono nero su bianco dalla Gdf: "Sono migliaia i clienti delle tre più importanti compagnie telefoniche italiane, Windtre, Vodafone e Tim, a cui sono stati accreditati importi non dovuti per attivazioni indebite dei cosiddetti servizi a valore aggiunto, Vas, sul proprio dispositivo mobile".

Le truffe anche durante il coronavirus

In sostanza, sempre secondo l'inchiesta, le compagnie avrebbero attivato sui cellulari dei clienti servizi mai richiesti e avrebbero poi riscosso i soldi degli abbonamenti ogni settimana o ogni mese. 

"Bastava visitare una pagina web, talvolta con l’inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla - Zero Click -, ci si ritrovava istantaneamente ad essere abbonati ad un servizio che prevede il pagamento di una somma di denaro sul conto telefonico - sottolineano i finanzieri - in cambio dell’accesso a contenuti come notizie, oroscopi, suonerie, meteo, gossip, video o altro". E gli stessi finanzieri, come ulteriore nota di biasimo, evidenziano che il "fenomeno illecito non si è interrotto neppure durante la recente emergenza sanitaria nazionale" causata dall'epidemia di coronavirus. 

Gossip, oroscopi e suonerie mai realmente richiesti eppure attivati sulle utenze dei clienti avrebbero messo in piedi un giro di guadagni di almeno 12 milioni di euro, cifra già sottoposta a sequestro preventivo. Nelle carte dell'inchiesta - diretta dal procuratore capo Francesco Greco, dall'aggiunto Eugenio Fusco e dal sostituto Francesco Cajani - ci sono undici indagati. Le ipotesi di reato sono "frode informatica ai danni dei consumatori", "intrusione abusiva a sistema telematico" e - si legge nel comunicato - "tentata estorsione contrattuale commessa da tre soggetti, alcuni con ruolo dirigenziale, di Windtre". 

L'Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è stata già avvisata dai finanzieri, che nelle scorse ore hanno anche effettuato perquisizioni e sequestri nella sede milanese - si trova a Rho - di Windtre. Alla stessa Agcom le fiamme gialle hanno inviato una comunicazione "in relazione alla posizione di Vodafone e Tim". 
 

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