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Cronaca Duomo / Via Dante

Uber e Taxi: il comune di Milano propone nuove regole al governo

Maran (mobilità): "Non tolleriamo più violenze e minacce, tutti devono fare un passo avanti"

Dopo gli ultimi episodi di violenze tra tassisti e autisti affiliati a Uber, come in via Messina davanti a una discoteca, il comune di Milano "scende in campo" per chiedere al ministro dei trasporti Maurizio Lupi di mettere ordine alla materia: "Regole certe e accettabili per tutti", chiede Palazzo Marino nel proporre cinque punti al governo.

Vediamo in sintesi le cinque regole proposte. La prima: istitutire un registro nazionale di intermediari di noleggio con conducente (Ncc). La seconda: gli intermediari potranno assegnare corse soltanto agli autisti Ncc della provincia in cui inizia o termina il servizio. Tradotto: se viene chiesto un trasporto nella provincia di Milano, non può essere chiamato un autista comasco.

E ancora: per il noleggio con conducente, dalla prenotazione all'inizio del servizio devono decorrere almeno 90 minuti. In questo modo, il noleggio con conducente non sarebbe mai paragonabile al servizio taxi e ciò dovrebbe debellare ogni possibile sovrapposizione o concorrenza. Quarta proposta: sospensione di dodici mesi in caso di più di tre violazioni su base annua. E infine, istituzione di un registro nazionale di intermediari del car pooling, che potranno chiedere una commissione massima del 10% su ogni viaggio, che dovrà essere remunerato al costo (ovvero benzina e pedaggi).

"Le nuove tecnologie vanno valorizzate", ha spiegato Pierfrancesco Maran, assessore alla mobilità, "ma allo stesso tempo chi le gestisce è corresponsabile del loro uso corretto e deve cooperare per il rispetto delle regole". Ma, ha proseguito l'assessore, "tutto questo non significa che saranno tollerati ulteriori atti di violenza, verbale e fisica, e minacce".

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