Uccise due conigli a martellate in classe e prelevò sangue dagli allievi: prof licenziato

La Cassazione ha confermato il suo licenziamento "per giustificato motivo" dopo anni di processi

Immagine di repertorio

Nel 2010 aveva ucciso due conigli durante una lezione di anatomia all'Istituto Molinari, il tribunale di Milano lo aveva condannato a otto mesi di reclusione ed era stato anche licenziato. La Cassazione ha confermato il suo licenziamento "per giustificato motivo". L'uomo aveva anche prelevato sangue dai suoi allievi.

In particolare, la Suprema Corte, con la sentenza 11594, ha respinto il ricorso del professore, Carlo R. contro la decisione della Corte di Appello di Milano del 2013 che aveva dato il nulla osta al licenziamento del docente, per i suoi "gravi" e "anomali" comportamenti.

La Lega antivivisezione (Lav) aveva spiegato che la condanna dell'uomo "rappresentava un importante precedente giuridico in ambito didattico, e un segnale rassicurante sotto il profilo pedagogico". Carlo R., "è stato riconosciuto responsabile dei reati previsti dagli articoli 544 bis e ter del codice penale".

Secondo quanto riferito dalla Lav, il professore "aveva fatto arrivare a scuola quattro conigli, fatti appositamente uccidere per scopi didattici, ma due di questi, ancora vivi, erano usciti fuori dal contenitore. A quel punto il docente aveva prima cercato di strangolarli, quindi li aveva colpiti ripetutamente a pugni, per poi uccidere uno dei due sopravvissuto alla prolungata violenza colpendolo a martellate sulla testa; scene raccapriccianti, degne di bassa macelleria, ed eseguite anche davanti a minorenni".

"Dopo lunghe testimonianze, e il coraggio di professori e studenti che hanno voluto smascherare le nefandezze compiute dal docente - commenta Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore Vivisezione -, è arrivata la condanna, una pietra miliare nei diritti degli animali che sono ancora considerati oggetti e le cui violenze sono troppo spesso oggetto di derisione o disinteresse. Metodi così incivili non sono solo inaccettabili eticamente, ma totalmente inutili, in quanto l'anatomia non si insegna più sezionando animali ma tramite un'ampia disponibilità di modellini, plastici, video e ricostruzioni interattive tridimensionali, che oltretutto simulano e spiegano l'organismo di molte specie, non solo di una".

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Tra le altre violazioni, ricordate nel verdetto della Cassazione, "le gravi negligenze nell'espletamento dell'attività didattica per avere introdotto nella scuola materiale di incerta provenienza ed effettuato prelievi di sangue agli studenti in condizioni igieniche inadeguate e con rischio, quindi, anche per la loro salute".

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