Cronaca

"Volevano 'uccidere' Niccolò Bettarini, non era solo una rissa da discoteca"

Lo ha sostenuto il sostituto procuratore generale Giulio Benedetti nella sua requisitoria

Le ferite a Bettarini

Volevano "uccidere" Niccolò Bettarini i quattro giovani condannati a Milano in primo grado in abbreviato a pene comprese tra i 5 e i 9 anni di carcere per aver colpito il figlio dell'ex calciatore e della conduttrice tv Simona Ventura con coltellate, calci e pugni il primo luglio 2018 fuori dalla discoteca milanese 'Old Fashion', dove aveva passato la nottata con un gruppo di amici.

Lo ha sostenuto il sostituto procuratore generale Giulio Benedetti nella requisitoria con cui alla Corte di Appello ha chiesto un lieve ritocco, per un errore di calcolo, della sentenza del gup.

Il pg ha affermato che "le coltellate penetranti inferte in prossimità degli organi vitali" a Bettarini jr aggredito in un luogo "scarsamente illuminato" e "da un gruppo indeterminato di persone di cui ne sono state individuate solo 4 e delle quali uno armato configura il tentato omicidio" e non rissa.

L'aggressione a Bettarini

Dopo il blitz, Bettarini era stato operato d'urgenza all'Ospedale Niguarda per un intervento di ricostruzione del nervo dell'arto superiore. Verso fine agosto del 2018 era stata annunciata la decisione del ragazzo di costituirsi parte civile al processo contro i quattro giovani indagati, per il riconoscimento dei danni subiti. Inizialmente gli imputati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Poi sono arrivate le condanne.

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