Cronaca

Travolse e uccise vigile a Milano: dopo 5 anni di carcere viene affidato ai servizi sociali

Nikolic è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario a 9 anni e 8 mesi

L'omicida

Dopo 5 anni di carcere minorile per aver travolto e ucciso l'agente della polizia locale Niccolò Savarino, ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Lo hanno deciso i giudici del Tribunale di Milano su richiesta della difesa. Remi Nikolic - il giovane nomade che nel gennaio 2012 che, ancora minorenne, a bordo di un suv travolse e uccise il vigile 'buono' (la sua storia) - venne arrestato in Ungheria.

Nikolic, che ha 23 anni, è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario a 9 anni e 8 mesi.

Savarino era originario di Campobello di Licata, e viveva a Milano assieme al padre e alla fidanzata. Era in servizio nella Zona 9, Dergano. 

Omicidio vigile: il commento dell'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza

"Lo dico con molta franchezza, è una vergogna che l’omicida dell’agente Savarino possa riprendere una vita fuori dal carcere dopo solo 5 anni - scrive in una nota l'assessore comunale alla Sicurezza Carmela Rozza -. Si è trattato di un crimine estremamente feroce, di una violenza inaudita, con una fuga all’estero per sfuggire alla giustizia e alle responsabilità, fermata solo dalla prontezza e dal lavoro di indagine della Polizia Locale. Quanto meno mi sarei aspettata che l’omicida, che non ha avuto nessun rispetto per la vita umana, scontasse la pena, già poco severa, nella sua totalità".

Vigile ucciso, Nikolic libero: "Vuole cambiare"

La decisione di liberare Nikolic è stata presa dal collegio dei giudici del tribunale dei minorenni di Milano, presieduto da Emanuela Gorra, che hanno chiarito come la scelta possa “rivelarsi utile per favorire il processo di integrazione sociale del condannato e, nel contempo, impedire la commissione di altri reati". 

Il ventitreenne, hanno spiegato i giudici, ha mostrato "di volersi distanziare dallo stile di vita del contesto familiare che in passato aveva fatto proprio e di voler effettuare in modo non strumentale scelte tali da esprimere la sua volontà di cambiamento". 

“Sotto il profilo comportamentale - proseguono le motivazioni del collegio -, il giovane ha costantemente mantenuto una condotta corretta ed esente da rilievi disciplinari". Al Beccaria - hanno evidenziato i giudici - Nikolic ha intrapreso “un processo introspettivo di rielaborazione del reato, mostrando un autentico bisogno di riparazione pur nella consapevolezza dell'irreparabilità delle conseguenze del suo gravissimo gesto".

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