Arrestati i Bonnie e Clyde di Milano: così la coppia rapinava e terrorizzava le vittime

Lei faceva da palo, lui puntava il coltello sulle vittime, a volte anche alla gola, e le rapinavano

La terza rapina

Agivano in coppia. Lei faceva da palo, lui puntava il coltello sulle vittime, a volte anche alla gola, e le rapinavano. Sono stati arrestati dagli uomini della Squadra mobile di Milano dopo circa tre mesi di indagini. A.D., pluripregiudicato italiano classe '75, e C.R. pluripregiudicata romena di 47 anni, sono accusati di aver portato a termine tre colpi in successione tra il 19 e il 22 febbraio 2020.

Video: ecco i due rapinatori in azione

La prima rapina e il bancomat

L'attività investigativa condotta dai poliziotti è nata dopo un'aggressione contro una ragazza italiana di 23 anni, nella notte del 19. Mentre rincasava presso la propria abitazione in via San Vittore, venne spinta all'interno dell'ascensore dall'uomo, armato di coltello. Non solo venne rapinata di telefono cellulare, orologio, braccialetto e portafoglio con il bancomat ma, minacciata, venne costretta a rivelare il codice pin della carta. Durante il colpo la romena faceva il palo davanti al portone.

Gli accertamenti sulle transazioni operate quella stessa notte con la carta rapinata hanno permesso ai segugi della Mobile di individuare gli sportelli bancari utilizzati per i prelievi e un bar in zona San Siro dove i malviventi, subito dopo la rapina, consumarono un pasto notturno e comprarono delle sigarette. Con la stessa carta di pagamento, inoltre, i due pagarono la corsa di un taxi, motivo per il quale ai poliziotti è stato possibile verificare il tragitto percorso. Acquisite le telecamere dei vari sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, gli agenti della Mobile sono riusciti a ottenere un primo profilo dei rapinatori. 

La seconda rapina contro una ragazza

Due giorni dopo, il 21 febbraio, la coppia avrebbe colpito ancora. La vittima è una italiana di 26 anni. Mentre accedeva all'area box del proprio palazzo in via Anguissola, la donna si era accorta di una coppia sospetta che, sulla strada, aspettava che qualcuno aprisse il cancello per potervi accedere. La 26enne chiese subito ai due chi fossero, avvisandoli che non sarebbero potuti entrare all'interno del palazzo e loro, per tutta risposta, si mostrarono addirittura risentiti per essere stati scambiati per dei malviventi. Non appena scesa nel box, la ragazza venne avvicinata da dietro dall'uomo che, sotto la minaccia di un coltello, le portò via la borsa con gli effetti personali, una collana ed un paio di orecchini. 

La terza rapina nel garage

Il 22 febbraio, invece, la vittima dei due rapinatori è stato un italiano di 44 anni, custode di un garage coperto in zona Sempione. Intorno alle ore 22.30, quella sera si presentò al cancello dell'autorimessa il pregiudicato che, con la scusa di dover ritirare la propria auto, riuscì a entrare e, improvvisamente, aggredì il custode con schiaffi e spinte fino a puntargli un coltello alla gola. La donna entrò subito dopo e, con il complice, rubarono soldi e il portafoglio della vittima.

Anche in questo caso i poliziotti hanno acquisito velocemente i filmati delle telecamere del sistema di videosorveglianza interna al garage e, dopo la visione, hanno accertato, oltre alla violenza dell'azione criminale, come gli autori fossero gli stessi delle rapine consumate nei giorni precedenti.

L'arresto 

Gli agenti della sezione Falchi della Squadra Mobile da tempo stavano lavorando, d'intesa con la Procura di Milano, alla raccolta degli elementi chiave che hanno poi avuto un riscontro eccezionale in occasione di un arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e rapina operato dalle volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale: entrambi indossavano alcuni vestiti utilizzati in occasione delle altre rapine. Peraltro, la stessa donna, tra i suoi effetti personali, conservava ancora un braccialetto risultato essere provento di rapina.

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Tutti gli elementi raccolti all'esito dell'attività di indagine sono stati trasmessi al pm Leonardo Lesti,  titolare del fascicolo, il quale ha richiesto ed ottenuto una misura cautelare in carcere. L'uomo è stato rintracciato presso la propria abitazione mentre la donna, dopo una serrata ricerca, è stata rintracciata in zona via Abbiati, ospite di un altro noto pregiudicato.
 

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