Cronaca

Vacanze & lavoro: “staccare la spina” è sempre più difficile

Sondaggio Infojobs

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Da un sondaggio di InfoJobs.it risulta che la maggioranza degli italiani pensa al lavoro anche in vacanza, controllando regolarmente le mail, per avere sempre la situazione sotto controllo.   Milano, 20 luglio 2011 – InfoJobs.it, la principale realtà in Italia e in Europa nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di CV in database, ha raccolto le risposte di più di 600 lavoratori in partenza per le ferie estive.  

Dal sondaggio di InfoJobs.it emerge che il 51% degli italiani pensa alle questioni di lavoro anche in vacanza, ma solo in caso di urgenze, mentre il 23% ammette di pensarci di continuo. Al contrario, un fortunato 14% confessa di non occuparsi di incombenze professionali quando è in ferie e il 12% dichiara di evitarle proprio per principio. Alla domanda se, rispetto al passato, oggi si lavora di più in vacanza, gli italiani si dividono. Mentre il 56% dichiara di non portare in villeggiatura nessun dispositivo di lavoro, il 35% degli intervistati avverte un incremento della quantità di lavoro svolto nei giorni liberi, a causa proprio dell’utilizzo di PC portatili o altri dispositivi mobili in dotazione. Solo il 9% afferma di usare raramente dispositivi portatili in vacanza, anche se concorda con l’aumento della pressione lavorativa anche in ferie.

Gli italiani sembrano non concedersi il lusso di “staccare la spina”, dato che il 47% ammette di controllare ogni tanto le mail anche nei giorni festivi o in ferie e un altro 36% confida di farlo quotidianamente e più volte al giorno, con dispositivi mobili o da PC tradizionali. Solo il 17% risulta libero da qualsiasi obbligo o dipendenza, affermando di non leggere mai le mail se non in ufficio. Il continuo accesso alle mail di lavoro potrebbe essere il risultato di preoccupazioni e ansie per quello che succede in nostra assenza. Infatti, mentre il 49% vive serenamente la lontananza dal luogo di lavoro, il 39% avverte ansia per ciò che è rimasto in sospeso e il 12% chiama frequentemente in ufficio per controllare o monitorare cosa succede.

Questa percentuale di “ansiosi”, che necessitano di tenere sempre la situazione sotto controllo, si rispecchia nel 14% degli intervistati che dichiara di sentirsi preoccupato al rientro dalle ferie per le questioni non concluse. Fortunatamente però, l’uso/abuso dei dispositivi mobili in vacanza non sembra compromettere l’azione benefica di un periodo di riposo lontano dall’ufficio. La maggioranza degli intervistati, il 66% per la precisione, conferma di sentirsi rilassato e carico al rientro, pronto a ricominciare. Solo l’8% è stressato perché non si è goduto appieno il periodo di riposo ed è rimasto incessantemente operativo e il 12% si dichiara depresso, rimpiangendo le vacanze appena terminate.  

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