Vaccinazioni obbligatorie: cosa succede a Milano e in Lombardia dopo la scadenza del 10 marzo

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Il 12 marzo i bambini che non saranno stati messi in regola con l'obbligo dei vaccini dovrebbero essere esclusi dalla frequenza scolastica (all'asilo) o le loro famiglie multate (per la scuola dell'obbligo). La Legge Lorenzin è chiara su questo. E anche se dovesse essere abolita, come propongono Movimento 5 Stelle e Lega, per ora è in vigore. 

Sabato 10 scade infatti il termine, per le famiglie, per produrre la documentazione che attesta che i loro figli sono in regola. Tuttavia la scadenza è oggetto di una certa confusione perché il 27 febbraio, con pochi giorni di anticipo, i due ministeri competenti (Salute e Istruzione) hanno diramato la circolare che indica le procedure per arrivare alla multa o all'esclusione. Una procedura più facile da attuare per quelle Regioni in possesso di una "anagrafe vaccinale".

In questo caso, le scuole inviano alle Ats gli elenchi degli iscritti e le Ats rispondono con l'elenco di quelli non vaccinati. A questo punto, le scuole si rivolgono direttamente alle famiglie (entro il 20 marzo) dando loro altri dieci giorni per eventuali obiezioni. E siamo al massimo al 30 marzo. Poi, entro fine aprile, l'Ats riceverà l'elenco definitivo di coloro che non si sono messi in regola coi documenti presso la scuola.

La posizione del Comune di Milano

Anna Scavuzzo, assessore all'istruzione e vice sindaco, è stata chiara: lunedì 12 marzo i bambini dei quali mancherà la documentazione richiesta non entreranno a scuola. In tutti i nidi e le materne comunali si parla di una quarantina di casi: famiglie che hanno prodotto l'autocertificazione ma non hanno ancora consegnato i documenti. Scavuzzo fa notare che il Comune ha considerato vaccinati questi bambini (in forza proprio dell'autocertificazione) e ha composto le classi confidando su questo. 

Di conseguenza, Palazzo Marino è pronto anche a denunciare per falso quelle famiglie che, pur avendo prodotto l'autocertificazione, non hanno poi prodotto i documenti reali. 

La posizione di Regione Lombardia

In tutta la Lombardia, 31.400 bambini si sono vaccinati ma ne restano 153 mila non a posto. Lo ha reso noto la Regione a ventidue giorni dal 10 marzo. La Regione aveva dato, in autunno, la possibilità di presentare l'autocertificazione oppure la copia dell'appuntamento presso una struttura accreditata per le vaccinazioni, ma il 10 marzo queste famiglie devono comunque presentare un documento che attesti l'effettiva vaccinazione. O ancora la prenotazione, se l'appuntamento è fissato dopo il 10. 

Giulio Gallera, assessore al welfare, ha chiarito che lo scopo è "che nessun bambno sia escluso da scuola". E ha specificato che l'inadempienza all'obbligo, per quanto compete al Pirellone, non scatta dopo il 10 marzo ma successivamente. Come abbiamo detto sopra, infatti, dopo il 10 marzo sarebbero previsti altri passaggi. Anche se Scavuzzo, per ciò che riguarda Milano città, ha sottolineato che chi presenta l'autocertificazione viene considerato in regola, ma autocertificare il falso è un reato.

Diversa e molto più morbida la posizione di Gallera, secondo cui i centri vaccinali verificheranno ogni situazione di chi non ha presentato i documenti "per accertare che dietro l'inadempienza ci sia l'effettiva volontà di non vaccinare e non un errore o una dimenticanza". 

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