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Cronaca

Vallanzasca, il bandito della Comasina, oggi lavora in una ricevitoria

Il Bel René, condannato a quattro ergastoli e 260 anni di carcere, tuttora detenuto in regime di lavoro eterno nel carcere di Bollate, dal 1 dicembre lavora nel centro di Milano

L'ex capo della mala milanese, Renato Vallanzasca, condannato a quattro ergastoli e 260 anni di carcere, tuttora detenuto in regime di lavoro eterno nel carcere di Bollate, dal primo di dicembre lavora nella più antica ricevitoria d'Italia, nel centro di Milano.

Lo rivela il settimanale Oggi, che nel numero in edicola del 19 dicembre. Il Bel René, come era noto il malvivente, è preciso, attento e velocissimo, a controllare le schedine dei clienti. Salvo ritagliarsi qualche minuto per una solitaria pausa pranzo in una pizzeria della zona.

Al cronista di Oggi, l'ex bandito della Comasina, da 38 anni in carcere, si rivolge con molta cortesia e pochissime parole: "E' un bel posto, non voglio perderlo. Le chiedo di non farmi domande. Se parlo mi cacciano. Mi è già capitato. Non posso più permettermelo".

Vallanzasca, che in passato si è più volte rivolto ai giovani chiedendo di non essere in nessun modo mitizzato o imitato (c'è perfino chi si fa chiamare come lui), nel marzo 2010 aveva lavorato in una pelletteria, poi in una ditta informatica, infine, nell'estate scorsa, in una boutique di Sarnico, sul Lago d'Iseo. Impiego che aveva perso a causa delle polemiche suscitate dalla sua presenza nella provincia di Bergamo, a poca distanza da Dalmine, dove nel 1977 in un conflitto a fuoco furono uccisi due poliziotti.
 

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