Cronaca

"Domani varicella party a Milano": bufera sul post social (virale) della mamma anti vaccini

Scende in campo anche il medico Roberto Burioni: "Qualcuno dovrebbe difendere i bambini"

Forse una provocazione. Forse un invito a una "festa" reale. Di sicuro, tante polemiche e caos su una tematica delicata. 

È bufera social su una mamma dichiaratamente no vax - genovese, ma residente a Milano - che lunedì scorso con un post su Facebook ha annunciato un "Varicella party", dando appuntamento a "chi lo desidera"  alla "casa di Milano" per una "festa" il cui scopo è contagiare i bimbi.  

In poche ore il post è diventato virale - ad ora si contano migliaia di condivisioni e migliaia di commenti - e tantissimi utenti sono intervenuti scagliandosi contro la donna. Che la signora sia una esponente del "fronte no vax" è abbastanza palese: alle ultime elezioni è stata candidata in Liguria con il partito "SìAmo" - il movimento fondato dal dottor Diario Miedico, poi radiato dall'ordine proprio per le sue posizioni sui vaccini - e in tanti post, proprio sui social, non fa nulla per nascondere la sua posizione. 

Lei stessa, sempre sul suo profilo, si definisce fondatrice e direttrice dell'Asilo nel bosco di Genova, una sorta di unione di genitori che hanno deciso di aprire uno spazio immerso nella natura nel quale far crescere i propri bimbi. L'identikit, insomma, sembra essere quello di una "no vax" convinta, ma sapere cosa ci sia di vero in quell'invito è decisamente difficile.  

Cioè che è sicuro è che l'ultima uscita su Facebook della donna ha attirato l'attenzione di tanti e centinaia e centinaia di internauti sono intervenuti addirittura taggando polizia e carabinieri per chiedere alle forze dell'ordine di intervenire. A prendere la parola sul caso è stato anche Roberto Burioni, medico e professore al San Raffaele di Milano e da sempre impegnato in una campagna di sensibilizzazione per far comprendere a tutti l'importanza del vaccino. 

"Non so come - le sue parole -, ma io penso che qualcuno dovrebbe fare qualcosa per difendere i bambini dalle scelte dei loro genitori".

A difendere - anche se indirettamente - la mamma no vax ci ha pensato poi proprio l'asilo nel bosco di Genova. "Sicuramente avrete avuto modo di incappare negli ultimi eventi mediatici nei quali è stato menzionato anche il nostro progetto - hanno scritto su Facebook -. Chi ha seguito in questi anni quello che abbiamo fatto sa bene cosa condividiamo qui come genitori e famiglie: incontri per adulti e famiglie di vario genere con personale competente in materia, attività per bambini con personale qualificato, giornate ricreative libere per stare insieme tra famiglie e attività ludiche e formative portate all'interno di varie manifestazioni per l'infanzia".

"È evidente anche con una lettura veloce - le parole del gruppo - che le infinite recensioni negative arrivate sulla pagina e sul gruppo nulla hanno a che vedere con l'obiettivo del progetto.  Assomiglia quasi ad un attacco hacker. Tra l'altro abbiamo iniziato a fare attività nel 2015 in tempi ancora lontani dal "polverone vaccinazioni". È evidente che è in atto una azione mirata per attaccare una singola persona che ha espresso un pensiero (condivisibile o meno)".

"Ricordiamo - hanno concluso le famiglie - che siamo un gruppo di genitori che si è volontariamente unito per portare avanti le sopra descritte attività per bambini e famiglie tenendo aperta la possibilità di un impegno sempre più quotidiano".

Mercoledì è poi arrivata la presa di posizione, dura, di regione Lombardia. "La varicella, così come il morbillo, è una malattia esantematica che può avere delle gravissime conseguenze. Per questo è stata inserita tra quelle per le quali il vaccino è obbligatorio a partire dai nati 2017 e per questo chiunque diffonda la possibilità di epidemia è perseguibile penalmente - ha spiegato l'assessore al Welfare, Giulio Gallera -. Ecco perchè giudico assolutamente da irresponsabili iniziative come i cosiddetti 'Varicella o Morbillo Party' e mi auguro che le autorità preposte pongano in essere tutte le misure necessarie per punire chi li organizza".

"Spero che nessuno sia stato così incosciente da portare il proprio figlio - ha concluso l'assessore -. Questi antichi metodi sono anacronistici perché fortunatamente ora esistono i vaccini che i nostri centri offrono a tutti gratuitamente". 

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