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Uno dei modelli

Uno dei modelli

La "truffa" dei "Velo Ok" o "Speed Check": inutili e illegali

I Comuni lombardi del Nord ne comprano a centinaia: ma sono scatole vuote che, secondo il ministero del Trasporti, "non sono in regola e possono essere un pericolo"

Ci è voluto un servizio delle "Iene" per fare chiarezza su quegli ‘aggeggi’ spesso arancioni, messi in parte alla strada e alla carreggiata. "Speed Check" i più diffusi, "Velo Ok" gli ultimi arrivati: autovelox ‘vuoti’ dal ruolo dissuasivo, acquistati in lungo e in largo dai Comuni italiani, chissà perché soprattutto al Nord.

Si vedono in modo massiccio nel Milanese: dissuasori a prima vista elettronici ma che invece sono solo una scatola vuota, in cui (in teoria) ci sarebbe comunque lo spazio per ‘inserirvi’ un autovelox mobile, o temporaneo dir si voglia.

Il Ministero dei Trasporti in realtà aveva già diffidato le municipalità italiane dall’investire migliaia (o addirittura decine di migliaia) di euro per l’acquisto dei dissuasori: a conti fatti, forse era meglio farci un dosso, o metterci un cartello. Adesso il parere del ministro ai Trasporti Maurizio Lupi è ben più chiaro: “Non sono in regola, e possono anche costituire un pericolo”.

La trasmissione di Italia Uno è andata più a fondo: ci sono ditte che a costruirli da zero chiedono meno di 200 euro. Ma alcuni paesi li comprano anche a 3mila euro. 

La solita storia italiana, in cui a pensar male si fa peccato ma poi, purtroppo, si ha ragione. Nemmeno i giornalisti de "Le Iene" però sono riusciti a risalire all’origine, all’azienda che detiene il controllo della produzione, e che si ‘becca’ i soldi pubblici che i Comuni investono.

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