Cardinale Scola: "A novembre farò 75 anni e presenterò le mie dimissioni al Santo Padre"

Lo ha detto detto l'Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, al termine dell'incontro con i profughi ospiti della Parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano

Scola

"Nella Chiesa cattolica i sacerdoti e vescovi quando compiono settantacinque anni sono invitati a lasciare il loro ruolo a gente più giovane. Il sette novembre quando compirò gli anni, presenterò le dimissioni. Il Santo Padre poi mi dirà quanto tempo ci vorrà". Lo ha detto detto l'Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, al termine dell'incontro con i profughi ospiti della Parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano, quartiere alla periferia nord di Milano, dove è in fase conclusiva un progetto di accoglienza estiva.

L'incontro si è aperto con un momento di silenzio e preghiera comune, poi per l'occasione, gli ospiti dell'oratorio hanno preparato una merenda a base di dolci e bevande tipiche dei loro Paesi d'origine: principalmente Eritrea, Etiopia e Somalia.

A dare il benvenuto al Cardinale sono stati anche i volontari, circa un centinaio, che si sono mobilitati per dare una mano, e che in queste sei settimane si sono impegnati per dare accoglienza a oltre cento persone al giorno.

"La cosa bella - ha detto don Paolo Selmi, parroco della Beata Vergine Assunta - è stato il coinvolgimento di tante persone arrivate anche da altre parrocchie: dalla Bicocca ad Affori fino a Nova Milanese". "Le accoglienze degli anni scorsi ci hanno 'allenato', ma ogni volta accompagnare queste persone per un pezzo del loro percorso è un'esperienza nuova, che fa più bene a noi che a loro", ha aggiunto.

"Quello che abbiamo dato è stato infinitamente meno di quello che abbiamo ricevuto", ha detto don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità. «Come cristiani e come cittadini - ha continuato - sentiamo che l'accoglienza di queste persone ci ha lasciato degli interrogativi profondi e ci impegneremo affinché questa esperienza non finisca con il termine del progetto, ma diventi un impegno di responsabilità per costruire nuovi percorsi di cittadinanza".

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Il progetto di accoglienza dei profughi a Bruzzano ha rinnovato la collaborazione, già sperimentata lo scorso anno, tra la parrocchia guidata da don Paolo Selmi e la Fondazione Casa della carità, che con i suoi operatori e mediatori ha fornito loro supporto, ma anche assistenza legale e sanitaria. Nello spirito di gratuità che, per volere del Cardinal Martini è uno dei valori fondanti della Casa, l'iniziativa non ha previsto alcuna convenzione e nessuno stanziamento di fondi pubblici. Tutti i costi sono stati sostenuti dalla Fondazione, che ha lanciato una raccolta fondi straordinaria chiedendo il sostegno di tutti i suoi donatori, dei cittadini milanesi e delle aziende, come Milano Ristorazione che ha fornito i pasti giornalieri

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