Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca Stadera / Via Brioschi Francesco, 65

Via Brioschi: Pellicanò potrebbe perdere la potestà delle figlie

La procura sta per inviare al tribunale dei minorenni le carte dell'inchiesta

Dopo l'esplosione (foto B&V Photographers)

Le figlie di Giuseppe Pellicanò potrebbero essere tolte al padre: è una probabile conseguenza dell'indagine per strage a carico del pubblicitario di 51 anni, che si trova a San Vittore da venerdì 1 luglio. L'uomo è accusato di avere manomesso l'impianto casalingo provocando volontariamente la fuoriuscita di gas, il 12 giugno, in via Brioschi. Quella domenica mattina, a causa dell'esplosione, trovarono la morte la compagna Micaela Masella e i due vicini di casa 27enni Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi.

A salvarsi dall'esplosione proprio Pellicanò e le due figlie di 7 e 11 anni, la più piccola autistica. Tutt'e tre ricoverati al Niguarda per le gravi ustioni riportate. Pellicanò stava per essere dimesso dall'ospedale e gli investigatori - coordinati dal pm Elio Ramondini - hanno deciso per l'arresto cautelare, ritenendo che l'uomo potesse rendersi irreperibile.

La procura è pronta a spedire le carte al tribunale dei minorenni per avviare la pratica. L'opzione al momento più probabile è l'affido delle due bambine ai nonni materni, che - a quanto sembra - sono sempre stati molto vicini alle piccole.

Intanto è emerso con certezza che la coppia stesse per sfaldarsi definitivamente. Giuseppe e Micaela si erano di fatto già lasciati da anni, ma erano rimasti a vivere sotto lo stesso tetto per prendersi cura delle figlie, soprattutto della minore. Ma Micaela aveva un nuovo fidanzato ed era intenzionata a rifarsi una vita. I due avevano già preso in affitto un appartamento vicino a via Brioschi preparando anche una camera per le due bambine.

Giuseppe era seguito da uno psicologo. Nelle carte trovate nell'appartamento anche un paio di referti che ne certificavano una rabbia in quel periodo poco controllata, anche se il nuovo compagno di Micaela ha spiegato che Giuseppe sembrava "più cupo che rabbioso". Fatto sta che il 10 giugno, due giorni prima della strage, l'auto del nuovo compagno è stata trovata vandalizzata con una gomma squarciata, un retrovisore divelto e una scritta sul cofano che, col senno di poi, sembra inequivocabile: "Vac...", "putt..." e un disegno fallico. Il fidanzato di Micaela ha anche sporto denuncia (contro ignoti) al commissariato Ticinese.

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