Strage di via Brioschi, la lettera dei genitori di Chiara e Riccardo

La lettura in aula, al processo a carico di Giuseppe Pellicanò, per il quale il pm ha chiesto l'ergastolo

L'edificio sventrato (foto B&V Photographers)

Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi morirono nell'esplosione di via Brioschi, a giugno del 2016: avevano 27 anni, erano fidanzati e venivano entrambi dalle Marche. La loro sfortuna è stata semplicemente quella di abitare nell'appartamento accanto a quello della famiglia di Giuseppe Pellicanò, l'uomo che provocò l'esplosione per "vendicarsi" della compagna Micaela Masella, da cui si stava separando, morta anch'essa, svitando il tubo del gas.

In aula di tribunale è stata letta una lettera scritta dai genitori di Chiara e Riccardo. Che si sono costituiti parte civile e chiedono un milione e duecentomila euro di risarcimento. Una lettera composta nei toni ma molto dura, nella quale i genitori ricordano che "i nostri ragazzi, vittime indirette di un conflitto maturato in un circuito domestico di cui erano totalmente estranei, sono innocenti in senso assoluto". 

Pellicanò risponde di strage e devastazione. Il pubblico ministero ha chiesto l'ergastolo per lui, ma una perizia lo definisce parzialmente viziato di mente. L'esito del processo (con rito abbreviato) è dunque incerto quanto all'entità della condanna. L'uomo, nei mesi scorsi, aveva chiesto alle famiglie dei due giovani marchigiani il perdono.

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"Vogliamo provare a tenere a distanza la rabbia", scrivono ancora i genitori di Chiara e Riccardo spiegando di voler portare "la nostra testimonianza in questo processo, in quanto coinvolti in una vicenda assurda e sanguinosa, che ci lascia distrutti e sgomenti". La rabbia e anche "ogni voglia torbida di vendetta, alla quale cerchiamo di resistere con tutte le nostre forze, convinti come siamo che la sofferenza del colpevole si aggiunge a quella delle vittime e non può minimamente alleviarla né restituirci i nostri ragazzi". 

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