Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Stadera / Via Brioschi Francesco, 65

Strage via Brioschi, Pellicanò resta in cella: “Potrebbe ancora fare male alle sue figlie”

L'ordinanza di custodia cautelare spiega perché l'uomo ritenuto responsabile della strage di via Brioschi deve restare in cella: potrebbe "indirizzare la sua rabbia verso le due figlie"

La casa devastata dall'esplosione

La sua sete di vendetta potrebbe non essere ancora placata. La voglia di farla pagare alla sua ex moglie potrebbe fare altre vittime. Di nuovo. 

Il Gip di Milano, Giusy Barbara, ha paura che possa colpire ancora Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario di cinquantuno anni in carcere da venerdì perché ritenuto responsabile della strage di via Brioschi. L’atroce timore è messo nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in cella l’uomo, l’unico indagato per l’esplosione che il 12 giugno scorso aveva seminato morte e terrore nel condominio al civico 65 di via Brioschi. 

Gli inquirenti e il giudice hanno pochi dubbi: la sera prima dell’esplosione il pubblicitario avrebbe staccato il tubo del gas della cucina con il preciso intento di ammazzare sua moglie Micaela, “colpevole” di essere pronta a trasferirsi in un’altra casa con il suo nuovo compagno, e le loro due bimbe, di sette e undici anni. Nello scoppio, avvenuto pochi minuti prima delle nove di mattina, avevano perso la vita la donna e Chiara e Riccardo, due fidanzati ventisettenni che vivevano nella casa accanto a quella di Pellicanò. 

Lo stesso Pellicanò, che è accusato di strage, e le sue bambine erano rimasti gravemente ustionati e feriti, tanto che erano stati ricoverati in condizioni gravi al Niguarda. Poi, per il cinquantunenne, si erano aperte le porte di San Vittore perché - si legge nell’ordinanza - potrebbe “ancora” indirizzare “la sua rabbia” verso le piccole, “già vittime della cieca violenza del padre”. 

Il giudice per le indagini preliminari, nello stesso decreto, giustifica l’arresto con un pericolo “quanto mai concreto ed attuale” di reiterazione, sottolineando anche gli “inquietanti episodi vandalici” - auto distrutta e offese scritte con la vernice sulla carrozzeria - di cui era rimasto “vittima” il compagno di Micaela prima della strage. 

Una strage, volontaria, che Pellicanò ha ammesso, almeno in parte. “Sì, ho staccato il tubo del gas - ha detto agli inquirenti -, ma non volevo uccidere”. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Strage via Brioschi, Pellicanò resta in cella: “Potrebbe ancora fare male alle sue figlie”

MilanoToday è in caricamento