Sgomberato il fortino della droga di Milano, blitz in via Cavezzali: 43 persone denunciate

Il blitz è scattato all'alba di giovedì. Settanta persone accompagnate in Questura. Le foto

Il blitz

Durante l'ultimo controllo i poliziotti avevano trovato quasi duemila euro in contanti, quattrocento grammi di cocaina, tre orologi e un telefono rubato soltanto la sera prima. Un bottino di "proprietà" di un egiziano di trenta anni, occupante abusivo, che aveva riassunto perfettamente la situazione del palazzo: un fortino di piccola criminalità, spaccio e malavita. Un fortino che, però, da giovedì mattina, non dovrebbe esistere più. 

Alle 6 in punto, infatti, poliziotti, carabinieri, agenti della polizia locale e vigili del fuoco hanno fatto il loro ingresso in via Cavezzali 11, l'ex residence diventato nel tempo il rifugio di piccoli criminali, spacciatori e disperati. 

Agenti e militari hanno passato al setaccio tutti gli otto piani del condominio e si sono fatti aiutare dai pompieri per aprire le abitazioni chiuse.

Il bilancio finale del blitz - che ha visto impegnati settecento uomini per eseguire gli ordini di liberazione emessi dall'autorità giudiziaria - è "pesante": 202 persone sono state controllate sul posto e 71 - tra cui un ragazzo minorenne - sono state accompagnate in Questura. Tra di loro, 47 sono state messe a disposizione dell'ufficio immigrazione per valutare la loro posizione sul territorio italiano. In 43, invece, sono state denunciate a piede libero e due sono risultate destinatarie di ordinanza di esecuzione per la carcerazione. 

E ancora: 68 appartamenti sono stati perquisiti, 89 - occupati abusivamente - sono stati liberati e due sono stati sequestrati. Sotto sequestro sono finiti anche dieci auto, due moto e tutti gli impianti elettrici nelle case occupate. 

Video | Il maxi blitz con 700 uomini

Gli appartamenti liberati sono poi stati affidati ai proprietari dei locali, che dovranno ora metterli in sicurezza, mentre il comune ha preso in carico le due famiglie con minori che necessitano di una casa.

Il palazzo di via Cavezzali 11 - che nel 2006 era stato anche teatro dell'omicidio di un marocchino, ucciso da una guardia giurata - è da tempo un "buco nero" di Milano, tanto che giovedì mattina il Questore Marcello Cardona ha esultato per il primo recupero "di un pezzo di territorio che era una grande lacrima per la nostra città". 

Video | Il fortino nero di Milano

"Era uno sgombero atteso e programmato e ne avevamo parlato anche con prefettura e questura al tavolo la settimana scorsa - ha spiegato il sindaco di Milano, Beppe Sala -. Credo che le cose debbano essere fatte così, senza clamore però è il momento di intensificare il controllo dove è acclarato che c'è illegalità. Niente grandi annunci, niente clamore ma è il momento in cui bisogna fare di più. C'è anche l'aspettativa dei residenti dei quartieri di una nostra capacità di intervenire e - ha concluso - così faremo".

“Il blitz è il primo passo di un progetto più ampio che il Municipio sta portando avanti a piccoli passi - hanno spiegato Samuele Piscina, presidente del municipio 2, e Luca Lepore, assessore municipale alla sicurezza -. I proprietari di molti appartamenti sono persone oneste che vogliono rimpossessarsi della loro casa, ripulirla dalla delinquenza e riqualificarla. Altri appartamenti stanno cambiando proprietà e i nuovi acquirenti chiedono l’aiuto delle istituzioni per risolvere l’annoso problema".

“La riqualificazione dell’edificio passa prima di tutto dall’allontanamento dei delinquenti - hanno proseguito i due -. Ora il prossimo passo dovrà essere quello di garantire che gli alloggi sgomberati non vengano rioccupati. Successivamente ci risulta che avverrà una nuova asta per alcuni alloggi, sperando che celermente si possa avere una proprietà onesta e ben definita in tutto lo stabile”.

"È stato finalmente liberato quel fortino d’illegalità che era l’ex residence di via Cavezzali - ha esultato il consigliere di Forza Italia, Silvia Sardone -. Il mio ringraziamento va in particolare alle forze dell’ordine impegnate nello sgombero con la dedizione e professionalità che le contraddistingue e a Prefetto e Questore che hanno reso possibile questa operazione".

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