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Il Cie di via Corelli

Il Cie di via Corelli

Centro di via Corelli, 36 persone senza lavoro. In arrivo nuovo bando

Potrebbe partecipare anche un ente francese al bando con cui si sostituisce, come gestore, la croce rossa. Intanto la struttura verrà ristrutturata

Dopo la chiusura del Cie di via Corelli, il Centro di identificazione e di espulsione per gli immigrati, si parla del futuro della struttura, che intanto ha bisogno di lavori di ristrutturazione. Per la giunta milanese dovrebbe diventare un "centro di accoglienza" e non dovrebbe quindi riaprire come centro di identificazione. La questione si intreccia con l'ente che gestiva il centro: la croce rossa italiana.

Il problema è sentito soprattutto dalle 36 persone rimaste senza lavoro. Per costoro è improbabile una ricollocazione altrove da parte della croce rossa, che sta tagliando il personale in tutto il Paese e si sta ritirando dalla gestione degli altri centri di identificazione.

Intanto viene redatto il bando per trovare un nuovo gestore per via Corelli, qualunque diventi la sua funzione dopo la ristrutturazione. Secondo alcune ipotesi, diffuse anche dal "Corriere", a subentrare potrebbe essere un ente francese, la Gepsa, che è già attivo in Italia nel centro d'accoglienza per chi chiede asilo politico di Castelnuovo di Porto (Roma) e che in Francia si occupa di carceri. L'intenzione della prefettura, a cui compete stilare il bando, è che il nuovo gestore assorba tutti gli attuali dipendenti. 

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