Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Corvetto / Viale Omero

Milano, viale Omero: anziani 90enni trovati morti in casa. La donna era stata partigiana

Forse cause naturali. La donna aveva combattuto per la Resistenza

L'anziana trovata senza vita in una foto della fondazione Altobelli

Due anziani 90enni sono stati trovati morti in casa in viale Omero, a Milano. Si tratta della partigiana Irea Gualandi è la 93enne e suo marito Silvano Toffetti.

Sono stati alcuni parenti a dare l'allarme alle forze dell'ordine; nessuno dei vicini li aveva visti da circa una settimana, secondo quanto riportato dai vigili del fuoco. I pompieri hanno sfondato la porta e li hanno trovati senza vita in due parti diverse dell'abitazione. E' accaduto la scorsa notte. 

La polizia ha avviato le indagini anche se è molto probabile che i due siano morti per cause naturali già qualche giorno fa. Erano entrambi gravemente malati. E' plausibile che prima sia deceduto un coniuge e l'altro non sia riuscito nè a dare l'allarme nè a sostenersi durante il periodo in solitudine. 

Non sono stati trovati segni d'effrazione, quindi l'ipotesi di una rapina finita in tragedia è molto remota. Non ci sono nemmeno elementi che facciano pensare a un suicidio, ma questo particolare sarà chiarito meglio dall'autopsia disposta dall'autorità giudiziaria. 

Chi era Irea Gualandi trovata morta in viale Omero

La donna anziana vittima era molto nota per il suo impegno durante la Resistenza. Nata in provincia di Bologna nel 1924 da una famiglia contadina e aveva iniziato a lavorare come sarta e magliaia sin da ragazzina: grazie ai contatti con alcuni antifascisti, si era avvicinata al movimento della Resistenza. Dopo l’8 settembre 1943 partecipò direttamente alla nascita dell’organizzazione clandestina "Gruppi di Difesa della Donna" e, poi, dell’Associazione ragazze Italiane (Ari). Dagli anni Quaranta in poi entrò nel Partito socialista e, nel 1949 fece parte della delegazione bolognese al Congresso mondiale dei Partigiani della Pace che si tenne a Parigi.

Da partigiana a sindacalista, nella Camera del lavoro di Bologna, mantenendo l'impegno sulla denuncia della condizione femminile con la partecipazione all'Udi, l'unione delle donne italiane. L'arrivo a Milano nel 1972, dopo esperienze alla Federbraccianti e nel Psiup, come responsabile dei servizi socio-sanitari della Camera del lavoro di Milano, attraverso cui si impegnò nella battaglia sulla nascita dei consultori e per la legge sull'aborto. Dal 1982 era in pensione come funzionaria sindacale, ma per qualche anno aveva continuato ancora l’attività di volontaria.

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