Vibrazioni in metrò, Atm passa all'azione: ecco gli interventi previsti

Le origini delle vibrazioni sono diverse caso per caso: dall'acqua a Loreto alle curve e conseguenti usure dei binari

Repertorio

Atm convocata a Palazzo Marino sul caso delle vibrazioni anomale causate dalle metropolitane. E' dal mese di aprile che l'azienda dei trasporti, insieme al Politecnico e a MM, sta effettuando rilievi in vari punti critici per capire quali soluzioni mettere in atto. E, in alcuni casi, si è già passati alle contromisure.

Affollata la commissione congiunta (trasporti e controllo partecipate) che si è tenuta martedì 16 luglio per fare il punto della situazione. Insieme ai consiglieri comunali anche diversi residenti nei palazzi maggiormente interessati dalle vibrazioni, tra cui alcuni di via Carducci 5, arrabbiatissimi perché Atm non ha incluso il loro caso tra quelli analizzati.

Ne è nata una vivace discussione anche con l'avvocato che sta seguendo il caso. Gli abitanti, infatti, si erano rivolti a lui per aprire un procedimento che portasse a una conciliazione. E in sala commissioni si sono lamentati che, finora, Atm ha loro fornito, anche in sede ufficiale, «risposte negazioniste» salvo poi, martedì, ammettere che il problema di via Carducci è simile a quello riscontrato in un edificio di via Boccaccio.

Usure anomale dove ci sono curve

Ma procediamo con ordine. I punti presi in esame sono via Guido d'Arezzo (M1 Pagano-Conciliazione), via Boccaccio (M1 Conciliazione-Cadorna), Castello, via Piccinni (M2 Loreto-Lima), via Palestrina (M2 Loreto-Caiazzo) e piazzale Piola 8 (M2 Piola). Le problematiche che portano alle vibrazioni sono diverse caso per caso, ma uguale è l'effetto: «Sembra di cenare sopra i binari di un treno», spiega una residente in uno dei palazzi interessati dal problema. Quindi non si dorme bene (o non si dorme affatto).

I tratti con le curve (via Guido d'Arezzo, piazzale Piola, via Palestrina) presentano usure anomale dei binari. In alcuni casi, come in via Guido d'Arezzo, si è già intervenuti con valori di vibrazione ridotti anche di oltre il 70%. In via Boccaccio le vibrazioni si sentono a livello del civico 25. Una tratta senza curve, con un problema sul binario in direzione Conciliazione. Verrà risolto lavorando di notte fino a novembre per sistemare circa 900 masselli in resina, lungo 350 metri di percorso, che "elsticizzeranno" il binario, che ora ha un armamento troppo rigido. Per la cronaca, i dirigenti di Atm hanno spiegato ai cittadini di via Carducci che il loro problema è simile a questo, e simile (hanno promesso) sarà la soluzione.

Palestrina: binari immersi nell'acqua e "effetto grotta"

Ben più complessa la situazione tra Loreto e Caiazzo. Non solo c'è una curva, che crea problemi di usura simili a quelli di via D'Arezzo, ma (essendo i soffitti molto alti per via della connessione M1-M2) si crea un "effetto grotta". E, per via della falda acquifera, sul fondo della galleria c'è abbondante presenza d'acqua, che tra l'altro ha deteriorato pesantemente l'armamento dei binari. Uno dei quali è di tipo rigido, mentre l'altro è immerso nell'acqua.

In questo caso occorre un intervento radicale con un progetto in fase di studio, mentre si cerca anche di capire l'esatta origine delle infiltrazioni dell'acqua in modo da intervenire anche su questo. Dal 7 giugno si testa una riduzione di velocità (a 30 km/h) per mitigare il problema nell'immediato.

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L'opposizione: «Ancora alle sperimentazioni dopo 1 anno e mezzo»

«E' scandaloso che dopo un anno e mezzo dalle prime segnalazioni di vibrazioni e rumori il Comune e Atm siano ancora alla fase della diagnosi e delle sperimentazioni - dichiara Fabrizio De Pasquale, Forza Italia, presidente della commmissione sulle società partecipate - Milano ha 96 km di rete metropolitana, la M1 ha 50 anni: avendo il Comune appena deliberato di incassare 51 milioni in più (con l'aumento del biglietto a 2 euro, n.d.r.), investa in un grande della manutenzione di binari, armamento e gallerie. Ne va della sicurezza dei passeggeri, della staticità degli edifici».

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