Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

Svolta sui vigili di quartiere: saranno concentrati in quartieri più a rischio

Allo studio una riforma del servizio

Vigili di quartiere concentrati sulla mappa del rischio (foto REPERTORIO)

I vigili di quartiere saranno maggiormente concentrati nei punti critici e non saranno più, dunque, distribuiti in tutta la città. E' il senso di un ripensamento del servizio che viene studiato in questo periodo da Carmela Rozza, nuovo assessore alla sicurezza, e Antonio Barbato, comandante della polizia locale.

Attualmente i vigli di quartiere sono 350, lavorano su due turni dal lunedì al venerdì e la loro efficacia non soddisfa pienamente i piani alti di Palazzo Marino, perché non riescono a trasmettere una vera e propria sensazione di presenza sul territorio (secondo il Corriere, si arriva a un "ghisa di quartiere" ogni cinquemila abitanti considerando le assenze per ferie e permessi) e soprattutto raccolgono segnalazioni a trecentosessanta gradi: anche su argomenti che non competono, in realtà, alla polizia locale.

Questo sarebbe, in realtà, un elemento positivo del servizio, visto che significa che il cittadino riconosce nel vigile di quartiere un'utile interfaccia per i problemi della città; ma l'altra faccia della medaglia è che alla fine il servizio risulta dispersivo.

In futuro, secondo Barbato, i vigili di quartiere opereranno in punti critici della città basandosi su una "mappa del rischio" elaborata a partire dalle principali criticità che emergono dalle segnalazioni. In sostanza, dove ci sono più problemi ci saranno più vigili.

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