Accoltellò agenti e militari in Centrale e venne violentato in carcere: stupratore a processo

A certificare lo stupro fu anche una relazione del personale medico del carcere milanese

L'uomo

Un tunisino di 33 anni è finito sotto processo per violenza sessuale con l'accusa di aver stuprato in una cella del carcere di San Vittore, Ismail Tommaso Hosni, il 22enne che il 18 maggio 2017 aggredì con un coltello due militari e un agente della polizia ferroviaria alla Stazione Centrale di Milano.

A disporre il rinvio a giudizio è stato il gup Ilaria De Magistris che ha accolto la richiesta del pm Cristina Roveda. Il processo per l’uomo prenderà il via il 4 marzo prossimo davanti ai giudici della nona sezione penale.

La violenza risale al gennaio scorso. A certificare lo stupro fu anche una relazione medica redatta dal personale medico del carcere milanese. “L’esperienza carceraria del mio assistito – ha spiegato il difensore del 22enne italo-tunisino, l’avvocato Giusy Regina – è indicativa dello stato di disagio in cui spesso si trovano i detenuti. Questo gravissimo episodio di violenza purtroppo non rappresenta un caso isolato nell’ambiente del carcere”.

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Hosni è attualmente detenuto nel carcere di Pavia. Dopo essere stato condannato a 7 anni nel primo grado di giudizio (al netto dello sconto di un terzo della pena previsto per la scelta del rito abbreviato), in appello si è visto ridurre la pena a 5 anni e 8 mesi di carcere. La perizia psichiatrica disposta dal giudice del processo di primo grado aveva accertato il suo “vizio parziale di mente”: in sostanza, al momento di aggredire i tre componenti della pattuglia mista che lo avevano fermato per un controllo di documenti, la sua capacità di intendere e di volere “era gravemente scemata”.

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