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Cronaca

Da bene confiscato alle mafie a casa-rifugio per donne maltrattate

Presentata la casa "Il Battello", che verrà gestita da Telefono Donna

Un bene confiscato alle mafie è diventato uno spazio di accoglienza per donne maltrattate e vittime di violenza. Si chiamerà "Il Battello" e verrà gestito dal Telefono Donna, che ha vinto l'apposito bando del comune di Milano. Telefono Donna gestisce da quasi venticinque anni il centro antiviolenza all'ospedale Niguarda. Spesso è proprio la certezza di poter contare anche su una casa, oltre che su un aiuto giuridico e psicologico, a convincere le donne a denunciare chi fa loro violenza.

«Abbiamo messo insieme risorse, capacità di costruire alleanze positive e percorsi di cittadinanza attiva», ha spiegato Pierfrancesco Majorino, assessore al welfare, «ponendo al centro della nostra azione perrsone che hanno bisogno, donne in situazioni di fragilità cui dare sostegno e accompagnamento per vincere la sfida del proprio riscatto». 

«In Italia, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima dell'aggressività di un uomo», ha affermato Stefania Bartoncetti, fondatrice di Telefono Donna: «La certezza di una casa, di un luogo fisico protetto, rappresenta spesso l'ago della bilancia che depone per la scelta, da parte delle donne che subiscono abusi dal proprio partner, di lasciare il tetto coniugale e rompere il perpetuarsi del circolo della violenza».

Il comune di Milano è convenzionato con undici centri antiviolenza, che hanno intercettato - nel 2015 - 1.272 donne, di cui 829 italiane. Dodici le minorenni, mentre la "moda" (classe d'età più diffusa) è stata quella delle donne dai 30 ai 49 anni, con 637 casi. Soltanto 54 i casi di violenza da parte di persone sconosciute, oltre a 7 casi in cui questo dato non è stato registrato, a dimostrazione che, nella maggior parte dei casi, la violenza avviene tra le mura domestiche.

In particolare, ad opera del marito (o ex marito) in ben 501 casi, del convivente (o ex convivente) in 207 casi, del partner non convivente (o ex partner) in 263 casi e da parte di altri familiari in 125 casi, oltre a 118 casi in cui il violento era una persona al di fuori della famiglia ma conosciuta dalla vittima.

Talvolta la violenza è stata di più tipi contemporaneamente. I centri antiviolenza, nel 2015, hanno registrato 844 violenze fisiche e 225 violenze sessuali, ma anche ben 991 violenze psicologiche e 225 casi configurabili come stalking. 198 le violenze di tipo economico.

A 390 donne è stato offerto un servizio di consulenza legale, una vera e propria assistenza a 33 donne. In 165 casi è stata necessaria un'assistenza sanitaria, in 13 casi anche un ricovero ospedaliero. 229 donne hanno abbandonato volontariamente il percorso dopo il primo contatto o poco dopo, mentre in 395 casi il percorso di aiuto si è concluso e in 548 casi è ancora in corso. 

Telefono Donna risponde 24 ore su 24 al numero 02.6444.3043/4.

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