Violenza sessuale su 18enne nell'appartamento di lusso: Genovese resta in carcere

Il gip ha deciso che l'imprenditore potrebbe inquinare le prove; c'è inoltre il pericolo di fuga

Resta in carcere l'imprenditore di 43 anni Alberto Genovese, arrestato per violenza sessuale, spaccio di droga e sequestro di persona. Il gip di Milano Tommaso Perna ha convalidato il fermo e ha anche disposto la custodia cautelare in carcere per l'uomo, noto nel mondo digital per avere fondato Facile.it e successivamente, dopoo averla venduta, altre startup.

Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe stordito con alcol e droga una 18enne invitata a una festa in Terrazza Sentimento, un appartamento di lusso in piazza di Santa Maria Beltrade, nella notte tra il 10 e l'11 ottobre 2020. Poi l'avrebbe portata in una stanza da letto e l'avrebbe violentata ripetutamente. La ragazza, il giorno dopo, ha denunciato la violenza e la Clinica Mangiagalli ha accertato la presenza di tracce di stupro.

Successivamente Genovese avrebbe tentato di cancellare, senza successo, le immagini delle telecamere interne della stanza da letto, che sono al vaglio degli investigatori. Inoltre avrebbe cercato, prima dell'arresto, di scappare in Sudamerica con un jet privato. Poiché quindi sussisteva il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, il gip ha disposto che l'imprenditore resti in carcere.

"Se mi drogo non mi controllo"

"Chiedo di disintossicarmi perché da quattro anni sono dipendente dalla cocaina", aveva detto Genovese davanti al gip: "Quando sono sotto gli effetti della droga non riesco a controllarmi e non capisco più quale sia il confine tra ciò che è legale e ciò che è illegale. Ho bisogno di curarmi". Il suo avvocato aveva chiesto la detenzione ai domiciliari.

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