Fa sesso con una 13enne al parco Sempione: architetto arrestato per violenza sessuale

Tra i due c'è stata una storia durata sette mesi. Lei aveva detto di avere quindici anni

L'uomo è stato arrestato dalla polizia

Un architetto di quarantadue anni, siciliano d’origine ma da anni a Milano per lavoro, è stato arrestato mercoledì mattina in un appartamento di San Donato Milanese perché deve scontare nove anni di carcere per violenza sessuale. Dal momento della sentenza definitiva, arrivata poco più di un mese fa, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce e aveva iniziato a vivere proprio nella casa di San Donato senza contratto, per evitare di essere rintracciabile. 

Stando alle indagini che hanno poi portato al processo e alla condanna, nel settembre del 2013 l’architetto ha agganciato una tredicenne presso la stazione di Cadorna, iniziando subito a pedinarla e corteggiarla. Inizialmente la vittima si era mostrata spaventata, tanto da chiamare i suoi genitori al telefono, ma poi si era lasciata andare e aveva detto all’uomo di avere quindici anni, mentre l’architetto le aveva raccontato di essere un venticinquenne. 

Da quel momento, i due hanno iniziato una relazione durata sette mesi. Gli incontri tra la ragazzina e l’architetto avvenivano quasi sempre dopo la scuola all’interno di parco Sempione e parco Solari, dove la vittima e il quarantaduenne avevano rapporti sessuali consenzienti. 

Lui, che per questo deve rispondere anche di atti osceni in luogo pubblico, le raccontava di voler creare una famiglia insieme a lei e di lavorare in un prestigioso studio d’architettura. 

Ad allertare la polizia dando avvio alle indagini sono stati i genitori della giovane, insospettiti dall’atteggiamento della figlia. A quel punto, era partito il processo, poi conclusosi con la condanna a nove anni di carcere. 

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L’appartamento dove l’architetto è stato trovato all’alba di mercoledì, mentre era ancora sotto le coperte, gli era stato subaffittato da un collega, che - all’oscuro di tutto - viveva insieme a lui. Per risalire al quarantaduenne - che effettivamente al momento della storia con la tredicenne lavorava presso uno studio d’architettura - i poliziotti hanno dovuto incrociare i dati dei contributi versati e dei documenti dell’agenzia delle entrate. Quindi, alle sei di mattina sono scattate le manette. 
 

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