menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Repertorio

Repertorio

Milano, stuprò una donna: arrestato per violenza sessuale 14 anni dopo grazie al Dna

L'uomo è stato tradito da una sigaretta e dalle tracce biologiche lasciate sulla donna

È accusato di violenza sessuale e rapina, entrambi aggravati. È stato arrestato dopo più di 14 anni, grazie a un'articolata attività d'indagine coordinata dal V Dipartimento della Procura della Repubblica di Milano (procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e sostituto procuratore Alessia Menegazzo) e alle serrate ricerche dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Milano Porta Monforte. Ricerche portate a termine sabato 16 gennaio mattina: quando finalmente le manette hanno raggiunto i polsi di un cittadino algerino di 49 anni.

Il racconto choc della violenza sessuale a Milano

L'uomo, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, è stato fermato in quanto gravemente indiziato di aver minacciato con un sasso una donna, costringendola a spogliarsi e averla violentata più volte. Il fattaccio risale al 20 agosto 2006. La donna, un'italiana che all'epoca dello stupro aveva 41 anni, si era presentata alla clinica “Mangiagalli” di Milano sotto choc.

Dalle sue parole singhiozzate si ricostruisce che intorno alle 6 mentre stava andando a piedi alla fermata dell'autobus per recarsi a lavoro, era stata avvicinata da un cittadino nordafricano. L'uomo, all'epoca 35enne, con la scusa di domandare l'ora, l'aveva afferrata per le braccia, poi, una volta messale la mano davanti alla bocca per impedirle di chiedere aiuto, l'aveva trascinata di forza in un'area dismessa. E, infine, minacciandola con una grossa pietra, l'aveva costretta a spogliarsi e a subire ripetuti atti sessuali. Subito dopo, le aveva sottratto una catenina d'oro, 20 euro, il telefono cellulare, ed era fuggito.

Le indagini immediate e la soluzione del caso dopo 14 anni

Nel corso del tempestivo sopralluogo eseguito da personale del Nucleo Operativo e della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale carabinieri di Milano, erano stati repertati alcuni mozziconi di sigaretta, uno dei pendenti che indossava la donna, il sasso utilizzato come arma impropria ed un capello nero. Tali reperti, oltre ai tamponi vaginali e ai vestiti indossati dalla vittima al momento dei fatti, erano  stati inviati al Ris di Parma per gli accertamenti biologici finalizzati all'estrazione di un eventuale profilo genetico.  

Era stato così possibile estrarre un profilo Dna maschile, appartenente alla stessa persona, ricavato da due reperti: un mozzicone di sigaretta e le tracce biologiche presenti sul tampone vaginale. Tuttavia, non essendo emersi ulteriori elementi nel corso delle incessanti attività d'indagine, il procedimento penale era stato archiviato.

La svolta con il Dna dopo 14 anni 

Il 30 novembre 2020, finalmente, il Ris di Parma ha trovato una coincidenza nella Banca Dati Nazionale Dna, istituita con la Legge 30 giugno 2009, n. 85, con cui l’Italia ha aderito al Trattato di Prüm del 2005, ma divenuta operativa a partire dal mese di gennaio 2017. Il Ris ha accertato una concordanza positiva, un match in gergo, tra il profilo Dna maschile tipizzato attraverso gli accertamenti biologici eseguiti sui reperti rinvenuti sulla scena del crimine con quello estrapolato da un tampone salivare eseguito all’indagato presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore. 

L'agerino si trovava ristretto in carcere nel 2017 per un furto e, successivamente, scarcerato. Pertanto, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, a seguito della riapertura delle indagini e di una complessa attività info-investigativa, anche di tipo tecnico, coordinata dal  procuratore aggiunto Mannella e diretta dal sostituto procuratore Menegazzo, hanno avviato serrate ricerche che hanno consentito di rintracciare l'indagato e portarlo in carcere.

"La Banca Dati Nazionale del Dna - il commento del Comando dei Carabinieri - si conferma uno strumento di indagine all'avanguardia per la magistratura e le forze di polizia, sia sul piano tecnologico sia sulla certezza e sicurezza dei dati sensibili, utilizzabile nella ricerca delle persone scomparse, nella risoluzione dei delitti irrisolti e nella cooperazione internazionale di polizia. Così come la genetica forense e la biologia applicata al mondo delle investigazioni hanno un ruolo sempre maggiore".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    L'imprenditore milanese che inventa il "buco" per bere dalla mascherina

  • Cultura

    I teatri che a Milano lottano e non vogliono morire

  • Coronavirus

    Come si curano oggi i tossicodipendenti a Milano

Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento