Stazione di Porta Garibaldi, cerca di violentare una 25enne: fermato un pregiudicato

La ragazza che stava tornando a casa da lavoro è riuscita a salvarsi grazie alla presenza di alcuni passanti e all'uso di spray urticante

L'aggressione sulle scale dal video a circuito chiuso

Ha cercato di stuprare una ragazza approcciandola e bloccandola ripetutamente, sia in corso Como sia nella stazione del passante ferroviario di Garibaldi. Ma lei, a sangue freddo, è sempre riuscita a divincolarsi, l'ultima volta utilizzando anche una bomboletta di spray al peperoncino, e si è poi rivolta alle forze dell'ordine per chiedere aiuto. E dieci giorni dopo il bruto è stato catturato da un agente della Polfer fuori servizio che lo ha riconoscito incrociandolo, sempre a Garibaldi.

Tutto è iniziato il 20 luglio. La giovane - una 25enne - era appena uscita dal locale notturno della zona di corso Como, dopo il turno di lavoro, e alle cinque di mattina si stava avviando verso la stazione Garibaldi per fare rientro a casa. Ancora in corso Como, poco prima di scendere le scale, le si è avvicinato un nigeriano di 31 anni, aggredendola e palpeggiandola. Lei si è divincolata e lui ha immediatamente mollato la presa, perché nei dintorni c'erano alcuni passanti pronti ad intervenire.

Video: cerca di violentarla, le immagini choc a circuito chiuso

La 25enne, spaventatissima, è corsa giù per le scale per prendere il treno il prima possibile. Lui, però, l'ha seguita giù e l'ha bloccata nuovamente sulla banchina. Lei, a quel punto, ha avuto la prontezza di riflessi di pronunciare una frase accondiscendente per fargli mollare la presa e ha approfittato per divincolarsi e scappare, questa volta afferrando dalla propria borsetta lo spray al peperoncino. Lui ha continuato a inseguirla e l'ha bloccata di nuovo, ma a quel punto lei aveva in mano lo spray e l'ha usato per liberarsi definitivamente dell'aggressore.

La caccia all'aggressore

La giovane si è subito rivolta alla polizia ferroviaria, ma nonostante le immediate ricerche da parte degli agenti non v'era più traccia del 31enne. Gli investigatori si sono però messi al lavoro, sia i carabinieri della compagnia Porta Garibaldi sia gli stessi poliziotti ferroviari. Gli uni incrociando la descrizione fornita dalla 25enne con la banca dati, gli altri analizzando tutti i filmati di sorveglianza della stazione, sono arrivati ad identificare la stessa persona: il nigeriano 31enne, appunto. Senza fissa dimora, in Italia almeno dal 2007.

Dieci giorni dopo la violenza, un agente della polizia ferroviaria che aveva appena terminato il suo turno ed era in borghese lo ha riconosciuto incrociandolo proprio alla stazione Garibaldi. Ogni poliziotto e ogni carabiniere aveva ben presente il suo volto, ma soprattutto le gambe arcuate verso l'esterno, di solito tipiche di chi gioca a calcio o dei cavallerizzi. E questo particolare è stato decisivo per l'agente, che ha immediatamente avvertito i colleghi.

Il precedente sul treno Milano-Lecco

Gli agenti hanno chiuso i varchi e hanno finto di procedere a un normale controllo di documenti, per non rischiare di scatenare reazioni o un tentativo di fuga. Poi hanno arrestato il 31enne, che risponde di violenza sessuale. Lo stesso reato per il quale, nel mese di novembre del 2017, era stato già denunciato. Quella volta si era strusciato contro una ragazza a bordo di un treno da Milano a Lecco. 

Lo Stato italiano gli aveva rifiutato la richiesta di permesso per motivi umanitari, ma lui ha presentato ricorso e quindi, in questo momento, in attesa che il ricorso sia discusso, non è irregolare in Italia. Oltre alla denuncia per violenza sessuale del 2017, ha precedenti per furto e spaccio di droga. 

"Denunciare sempre"

"La ragazza ha avuto una parte importante nella risoluzione della vicenda perché ha avuto il coraggio di denunciare. Abbiamo così arrestato un soggetto pericoloso che, evidentemente, si aggirava nelle metropolitane e stazioni ferroviarie approfittando di persone sole per approcciarle in questo modo", ha affermato Letizia Mannella, il pm della procura di Milano che coordina il dipartimento sui reati contro i soggetti deboli, mentre l'indagine è stata condotta dal pm Ilaria Perinu. 

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"La ragazza era completamente sobria", ha continuato Mannella: "Questo è un elemento che le ha consentito di agire con prontezza. E' importante, per le donne che si trovano in una grande città che non può essere esente dal pericolo, mettersi in sicurezza non abusando di alcol. Così come è stato rilevante anche l'uso dello spray al peperoncino". E la polizia e i carabinieri, che in questa come in altre occasioni hanno lavorato insieme in perfetta sincronia, raccomandano alle vittime di denunciare sempre, senza avere sfiducia nell'azione repressiva.

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