Aumentano le violenze sessuali da parte di persone sconosciute alle vittime

I dati di dodici mesi a Milano: meno stalking, ma più maltrattamenti in famiglia

Violenze, stupri, maltrattamenti: i numeri a Milano

In calo lo stalking, in aumento i maltrattamenti in famiglia, più o meno stabili le violenze sessuali ma in aumento quelle perpetrate da persone sconosciute alla vittima. Sono alcuni dei dati diramati da Pietro Forno, che in procura di Milano coordina il "pool soggetti deboli", riferiti ai dodici mesi da luglio 2015 a giugno 2016. I numeri in valore assoluto sono comunque decisamente alti: si parla per esempio di 1.706 denunce per maltrattamenti in famiglia (contro 1.670 del periodo precedente), 858 denunce per stalking, 685 denunce per violenze sessuali di cui 275 commesse da sconosciuti alla vittima.

Il coniuge o l'ex coniuge è il soggetto denunciato in 8,4 violenze sessuali su 100. Il convivente o l'amante nel 21,2% dei casi. "Semplice" parente o conoscente nel 25,5% dei casi, sconosciuto alla vittima nel 44,5% dei casi. Diverse le proporzioni se si considerano unicamente vittime minorenni: in questo caso, il 27,6% dei casi riguarda un genitore oppure il compagno della madre, l'11,2% un altro parente e il 35,6% un conoscente, mentre gli sconosciuti si riducono sensibilmente. Segno che i minorenni devono "guardarsi" soprattutto da chi è nella loro cerchia, molto più dei maggiorenni.

Quanto ai maltrattamenti in famiglia, sono minoranza rilevante (circa un quarto) i figli che maltrattano i genitori, il resto riguarda maltrattamenti perpetrati dal coniuge, dal convivente o dall'amante.

E' questo il quadro in cui si inseriscono i casi più recenti a Milano: due femminicidi ad opera di persone molto vicine alle vittime (un caro amico per Tiziana Pavani e il marito per Rosanna Belvisi) e - da ultimo - l'arresto di un architetto accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di tredici anni. Riguardo in particolare ai femminicidi, il questore di Milano Antonio De Iesu è stato molto chiaro: «Occorre favorire - ha commentato - una cultura della denuncia», perché se è importante "chiudere" il caso individuando presto il colpevole, è molto meglio intervenire prima che succeda l'irreparabile.

La questura ha sviluppato il "protocollo Eva", un database costantemente aggiornato per "memorizzare" ogni intervento, anche piccolo, effettuato dalle volanti su casi di maltrattamento, reato per cui l'arresto è previsto se c'è "continuità". Il database consente agli agenti che intervengono di verificare in tempo reale se c'è un intervento precedente per la stessa situazione. Ad esempio, per la povera Rosanna Belvisi il database era "positivo", perché a novembre 2016 di interventi ce n'erano stati due in quella casa, uno dei carabinieri e uno della polizia.

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Sempre il questore ha ricordato che è molto importante non lasciare da sole le vittime, che magari non hanno il coraggio del passo della denuncia: e quindi diventano fondamentali le amiche, i vicini di casa, i colleghi di lavoro, tutti coloro che possono accorgersi che qualcosa non va e raccogliere uno sfogo. A Milano esistono anche i centri anti violenza, è importante conoscerli e - nel caso - servirsene.

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