Orrore a Milano, uomo tenta di stuprare una studentessa in strada e poi la rapina: preso

L'arrestato era senza precedenti e con un permesso di soggiorno per motivi umanitari

Repertorio

Mamadou T. ha 32 anni. È nato in Costa D'Avorio e in Italia vive senza un'occupazione fissa e grazie a permesso di soggiorno per motivi umanitari. A Milano dorme in una dormitorio comunale, in via San Giovanni alla Paglia, e fino alla notte tra sabato e domenica non aveva mai avuto a che fare con le forze dell'ordine. Era pulito. Ora è accusato di aver rapinato una ragazza di 18 anni al termine di una tentativo di stupro in strada, in via Adamello, non lontano dalla Fondazione Prada.

È stato il racconto della giovane vittima, una studentessa milanese, a permettere a carabinieri del Nucleo Radiomobile di raggiungere l'uomo poco dopo l'aggressione avvenuta attorno alle 2.30. Sono stati gli stessi militari a notare una ragazza che percorre via Condino - proseguimento in direzione Sud di via Adamello - in maniera confusa e in evidente stato di choc. A quel punto è stata la 18enne a riferire agli uomini in divisa l'orrore che aveva vissuto un attimo prima.

La violenza sessuale e la rapina in strada

Dopo una serata trascorsa con amici nel locale Geko23 di via Brembo, la ragazza era uscita per accompagnare alcuni di loro verso un altro locale. Quando si era ritrovata da sola, aveva incrociato l'energumeno. Corporatura muscolosa, alto 1.80 con i capelli rasati ai lati e cresta al centro della testa, tutto vestito di scuro. 

Lui aveva provato a importunarla ma lei lo aveva rifiutato. Per provare ad allontanarlo aveva preso in mano il cellulare Iphone color oro per chiamare a un'amica rimasta nel locale. Le molestie, però, in quel momento, si sono trasformate in una vera e propria aggressione. 

L'uomo, stando a quanto ricostruito, si sarebbe scagliato contro di lei gettandola a terra. Dopo averla immobilizzata e palpeggiata, avrebbe cercato di sbottonarsi i pantaloni mentre era a cavalcioni su di lei. Sentendosi sopraffatta, la studentessa avrebbe urlato con tutto il fiato che aveva dentro dimenandosi. Tanto da portare l'uomo a desistere. L'ivoriano, sempre stando a quanto ricostruito, avrebbe quindi strappato di mano il cellulare alla ragazza e sarebbe fuggito.

L'arresto dei carabinieri poco dopo la violenza

Effettivamente quando i militari trovano il 32enne, che alla fine verrà arrestato per la rapina e per la violenza sessuale, l'uomo ha in tasca lo smartphone dorato della 18enne. È lui. Lo fermano in via Orobia, nella strada parallela al tentato stupro. Non stava scappando ma semplicemente camminando con indifferenza. Non avrebbe detto nulla, né opposto resistenza. Il pubblico ministero di turno, Luigi Furno, lo ha mandato a San Vittore.

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