Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Via Federico Chopin

Il coraggio della ragazza violentata davanti al fidanzato: così ha incastrato il suo aggressore

La giovane e il fidanzato hanno fornito ai carabinieri tutti i dettagli per incastrare il ragazzo

Il 24enne fermato per la violenza

Nonostante l'orrore che stavano vivendo, hanno memorizzato tutti i dettagli che potevano. Sono riusciti a ricordare cosa indossava quell'uomo che aveva picchiato lui e stava violentando lei. Poi, quando sono riusciti a uscire da quell'inferno durato oltre mezz'ora, hanno raccontato tutto ai militari, senza tralasciare nulla. 

Sono state le sue stesse vittime a incastrare Freylin L.V., il colombiano di ventiquattro anni fermato nella notte tra mercoledì e giovedì con le accuse di rapina e violenza sessuale. Sarebbe stato lui, infatti, la sera dello scorso 13 marzo ad aggredire una coppia di fidanzatini - diciannove anni lei, ventuno lui - che era appartata in auto tra via Chopin e via Pressutti, periferia sud della città. 

La pistola, la rapina e la violenza

Pochi minuti prima di mezzanotte, il 24enne - che ha piccoli precedenti per minaccia e porto abusivo d'arma - si sarebbe avvicinato alla Fiat Punto nella quale si trovavano i due studenti e avrebbe minacciato i giovani puntando contro di loro una pistola. A quel punto, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe rubato i loro telefoni, i loro portafogli, qualche gioiello e avrebbe picchiato il 21enne. Quindi, dopo aver obbligato la coppia a spogliarsi, avrebbe violentato la ragazza proprio sotto gli occhi del fidanzato

Successivamente, l'aggressore sarebbe salito sull'auto dei due giovani e sarebbe fuggito, facendo perdere le proprie tracce. I due ragazzi, dopo essere arrivati alla vicina fermata dei tram, sono stati soccorsi dal 118 e dai carabinieri, che li hanno accompagnati al Policlinico e al servizio antiviolenza della Mangiagalli e hanno immediatamente ascoltato i loro racconti. 

Il telefono e la macchina rubata

La caccia all'uomo è partita praticamente subito e la svolta è arrivata nel pomeriggio di mercoledì, quando Freylin ha acceso il telefono rapinato al ragazzo, fornendo ai militari un'indicazione sul luogo in cui si trovava. Negli stessi minuti, in Questura è arrivata una telefonata anonima che segnalava la probabile presenza dell'aggressore in zona Ortomercato. Così, i carabinieri della compagnia Porta Monforte, raccolta l'informazione dalla polizia, si sono appostati in zona e poco dopo in via del Turchino hanno trovato la Fiat Punto delle due vittime. 

Qualche ora dopo, all'una in punto della notte tra mercoledì e giovedì, i militari sono arrivati a Freylin, che è stato trovato seduto tranquillamente su una panchina di un parchetto pubblico della zona. Quando ha visto i carabinieri è rimasto rilassato, si è lasciato ammanettare e non ha detto nulla. 

Incastrata dalla felpa e dagli anelli

Il quadro indiziario a suo carico - hanno spiegato i pm che hanno coordinato le indagini - è pesantissimo, tanto che il fermato è stato immediatamente portato nel carcere di San Vittore e gli inquirenti hanno già richiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. 

A mettere nei guai il 24enne - che non ha un lavoro e vive in un modestissimo sottotetto poco lontano proprio da via Chopin - sono stati gli abiti che indossava la sera della violenza. Nella mente del 19enne e del suo fidanzato, infatti, sono rimasti impressi un cappellino mimetico, alcuni grandi anelli che l'aggressore aveva alle dita e una felpa con disegni catarifrangenti che il ragazzo aveva addosso.

Tutti gli abiti, perfettamente descritti dai giovani, sono stati trovati a casa di un familiare di Freylin, che lì aveva trascorso la prima notte dopo la violenza e che agli inquirenti ha detto di non ricordare nulla "perché avevo preso dei funghetti allucinogeni"

L'arma usata per la rapina e per minacciare i due - una pistola giocattolo senza il tappo rosso - è stata invece scoperta in una fioriera del parchetto dove il giovane è stato fermato. Quando i militari lo hanno bloccato si era già liberato del telefonino della vittima e si era cambiato i vestiti, ma ormai per lui era troppo tardi. 
 

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