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Il rettore della Statale, Gianluca Vago

Il rettore della Statale, Gianluca Vago

Tornelli, telecamere e vigilanti: linea dura della Statale sulle violenze

Il rettore Gianluca Vago è pronto: "Se necessario chiameremo ancora le forze dell'ordine"

Dopo l'arresto dei due antagonisti per l'aggressione in Statale nella notte di San Valentino, il rettore Gianluca Vago promette contromisure per evitare che possano accadere episodi del genere. La memoria va immediatamente alle proteste sulla ex libreria Cuem i cui locali erano stati occupati all'inizio da un gruppo di studenti tranquilli e poi da gruppi provenienti da centri sociali più agguerriti. In realtà il pestaggio del 14 febbraio non ha a che fare con l'occupazione della libreria, ma lo scenario è quello delle proteste politiche in università.

Proteste che avevano fatto prendere al rettore una scelta clamorosa, quella di chiamare le forze dell'ordine a maggio. "Anche qualche docente mi disse che la polizia non si chiama", spiega Vago al "Corriere" difendendo la sua scelta e definendola "sofferta": "Ci sono elementi molto pericolosi, l'aggressione di febbraio lo ha confermato. In Statale non devono più mettere piede", afferma.

Il rettore ci tiene però a tranquillizzare gli animi. Parla dell'avvio dell'anno accademico e di "un clima diverso" per rilanciare tutte le ultime iniziative dell'università, come l'apertura serale delle biblioteche: "Da novembre - promette - l'ateneo resterà aperto fino alle undici di sera e anche al sabato".

E sul fronte sicurezza annuncia tornelli agli ingressi e controlli anche con vigilanti e telecamere, in modo da evitare sul nascere possibili disagi e violenze. Inevitabile un cenno ai locali dell'ex libreria Cuesp di Scienze Politiche, tuttora occupati. "Dalla facoltà (che ha sede in via Conservatorio, n.d.r.) mi chiedono un intervento. Se sarà necessario chiederemo l'aiuto delle forze dell'ordine".

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